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Figura e Sfondo: Percezione e Contrasti

Uwe Loesch

In Copertina: Manifesto pubblicitario di Uwe Loesch. Solo dopo alcuni istanti l’osservatore individua una mucca tra le macchie dello sfondo.

Negli ultimi due articoli ho voluto dare spazio alla teoria di Kandinskij (basandomi sui libri “Lo Spirituale nell’arte” e “Punto Linea Superficie”), riguardante il rapporto tra figure ed enti geometrici, colori, suoni. In questo articolo vorrei descrivere un altro tipo di rapporto, anch’esso molto importante -se non fondamentale- per la composizione e, inversamente, la lettura di un’opera d’arte: il rapporto cioè tra la figura e lo sfondo. Più nello specifico, si tratta di una serie di processi percettivi, e che applichiamo durante la lettura di un’immagine o di un’opera d’arte, assegnando inconsciamente alla figura il ruolo primario e allo sfondo un’importanza meno rilevante.

Innanzitutto per figura si intende quell’elemento -o insieme di elementi- delimitato da un contorno che, all’interno di un’immagine, attira la nostra attenzione. Per sfondo si intende la parte dell’immagine che avvolge la figura, e che ci appare più lontana e indefinita (per questo il nostro occhio la considera come parte secondaria dell’insieme). La Gestaltpsychologie (psicologia della forma) -più comunemente definita Gestalt-, è un orientamento della psicologia della percezione sorto in Germania all’inizio del Novecento. I teorici della Gestalt hanno dato vita ad una serie di leggi, dette “leggi di organizzazione percettiva o della configurazione”. In queste leggi percettive, tra molti altri settori, troviamo i vari contrasti e accorgimenti del rapporto figura-sfondo:

1) La superficie o le forme più piccole tendono a essere lette come figure, quelle più grandi come sfondo. Questo perché le prime sembrano possedere una densità maggiore rispetto alle seconde.

(fig. 1)

2) Le forme chiuse, più nitide e definite, vengono generalmente percepite come figure, mentre quelle aperte come sfondo. Questo perché le prime sembrano possedere maggiore densità rispetto le seconde.

(fig. 2)

 

3) La forma più semplice, significativa o pregnante tende a prevalere su una più complicata, risultando come figura, mentre quella più elaborata come sfondo.

(fig. 3)

 

4) Le forme simmetriche -più pregnanti e semplici-, vengono percepite come figure, mentre quelle asimmetriche e irregolari vengono percepite come sfondo.

(fig. 4)

5) Le forme convesse tendono a prevalere sulle forme concave, pertanto vengono lette come figure; l’occhio e il cervello tendono quindi a considerare come sfondo o “buco” le forme dai profili concavi.

(fig. 5)

6) La parte inferiore di un’immagine viene letta generalmente come figura, mentre la parte superiore come sfondo. Questo deriva dal fatto che, inconsciamente, associamo la parte bassa alla materialità della terra, e quella alta allo spazio vuoto del cielo.

Importante è precisare che figura e sfondo non possono essere letti contemporaneamente, poiché il cervello deve necessariamente selezionare i numerosi stimoli che riceve. Essi non possono essere osservati insieme con lo stesso grado di attenzione, poiché la visione della prima esclude necessariamente l’altra.

Magritte_Le passeggiate di Euclide

René Magritte, Le passeggiate di Euclide; 1955, olio su tela; Minneapolis, The Minneapolis Institute of Arts.

Ne Le Passeggiate di Euclide l’ambiguità dell’immagine è interamente giocata sul rapporto di continuità tra figura e sfondo. L’inganno è svelato dal margine bianco della tela e dalla parte superiore del cavalletto.

René Magritte, La firma in bianco; 1965, olio su tela; Washington, National Gallery of Art.

René Magritte, La firma in bianco; 1965, olio su tela; Washington, National Gallery of Art.

Ne La firma in bianco il dipinto è giocato sull’ambiguità di figura e sfondo e sul principio di continuità della forma. Il cavallo e la figura femminile, pur trovandosi in secondo piano, sono interrotti da elementi posti su piani di profondità più arretrati.

Deborah Barbazza
Di: Deborah Barbazza

Nata a Mestre nel settembre 1993, mi sono appassionata da subito al mondo del Disegno e dell’Illustrazione, interessi che ho approfondito frequentando dapprima il Liceo Artistico e, attualmente, l’Accademia di Arti Figurative e Digitali Padova Comics, con specializzazione in Illustrazione. Nonostante il diploma in Grafica Pubblicitaria, adoro il Disegno a Mano Libera e sto sviluppando un forte legame verso delle tecniche che ho conosciuto e sperimentato da poco: l’Acrilico e l’Acquerello. Ho scelto di entrare a far parte di FineArtsMag perché credo in questo progetto e penso che possa essere uno spazio importante per aiutare ad accrescere l'interesse verso lo splendido mondo dell'Arte, conosciuto sì, ma non ancora abbastanza!

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