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Fumetto #1 : La Genesi

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Diversi codici espressivi ed un unico intento: questo è il fumetto.

Se Hugo Pratt lo definiva “letteratura disegnata”, Will Eisner era più propenso per “arte sequenziale”. Da qualsiasi punto di vista lo si guardi, il fumetto è una forma espressiva a tutto tondo, capace di coniugare parola, figura e temporalità in pochi passi.

La sua storia è più complessa di quel che si pensi. Si tende a considerare il fumetto come già nato nei testi antichi illustrati, senza considerare che il fine a cui tendeva non era di certo quello moderno.

Nella sua forma odierna, lo troviamo a partire da Histoire de Mr. Vieux-Bois, un intero volume del 1827 a cura dell’illustratore ginevrino Rodolphe Topffer. Ma l’inizio dell’era del fumetto moderno è sancito da Yellow Kid, il bambino giallo protagonista di Hogan’s Alley, a cura dello statunitense Richard Outcault, nel 1894 (nell’immagine di copertina: The Yellow Kid su New York Journal, 9 gennaio 1898); prima sulla rivista Truth e in seguito sul New Yorker, il bimbo appariva inizialmente con i dialoghi inseriti nella maglietta, per poi adottare l’invenzione del caratteristico balloon nel 1896.

Da Yellow Kid in poi, il fumetto si è trasformato, mantenendo però la sua caratteristica di periodicità: nelle forme più usuali lo si trova quotidiano, da sei strisce, o settimanale in tavole.

Due sono le tipologie di fumetto, le comic strips (generalmente di taglio umoristico) e le story strips (storie con trame generiche). Categoria a parte sono le graphic novel, spesso confuse con il fumetto seriale generico, delle quali tratteremo in seguito.

Per esigenze creative e grafiche si sviluppa in maniere diverse; uno dei formati che è più facile da reperire è la striscia quotidiana con un inserto settimanale, il quale sviluppa una storia a parte, parallela e a sé stante rispetto a quella del personaggio di tutti i giorni i giorni.

Tutto questo a riprova di come il fumetto sia un’arte a tutti gli effetti in grado di rappresentare ciò che spesso si è cercato di rappresentare in secoli: la temporalità e la sequenzialità degli eventi.

Corto Maltese

La svolta arriva con la nascita del comic book, nato negli anni subito prima della guerra. E’ in questo periodo, non a caso, che nascono i grandi supereroi più longevi, come Superman e Batman: vengono creati infatti in albi capaci di contenere storie dalle trame più complicate, con un unico filo conduttore, più lunghe e soprattutto capaci di tenere la suspense viva anche nel lettore più adulto.

Ma è in questi anni che si realizza il boom della scuola fumettistica italiana, che tuttora continua ad insegnare in tutto il mondo. Il Corriere dei Piccoli ne è solo un esempio. Oltre alle traduzioni dei grandi fumetti stranieri, troviamo i grandi disegnatori nostrani: nel secondo dopoguerra nascono le menti più brillanti della fumettistica mondiale, che ci regalano Dylan Dog, Martin Mystere, Diabolik, Tex. La scuola dell’illustrazione italiana insegna ancora oggi in tutto il mondo: negli Stati Uniti il tratto delle sorelle Giussani è preso ad imitazione da molti giovani disegnatori e non.

Del resto l’innovazione e la sperimentazione che l’Italia ha avuto nel campo fumettistico non ha eguali. Il personaggio di Diabolik, un cattivo a protagonista di una serie personale, all’inizio sconvolse il mondo non solo reale ma anche quello di settore.

Ora in Italia il fumetto resta una forma di nicchia, spinto solamente dalle graphic novel (a partire da Andrea Pazienza) oppure dalle web series, promosse da giovani fumettisti che pubblicano le loro serie con cadenza giornaliera o settimanale nei loro siti web o su Facebook (un esempio è l’ultimo fenomeno approdato ora anche al cartaceo, Drizzit di Bigio).

Drizzit_611_2012

Francia, Belgio e Giappone continuano invece a considerarlo una forma d’arte, in veri e propri romanzi da centinaia di pagine ciascuno.

Il fumetto è stato una delle punte di orgoglio, in materia di innovazione e sperimentazione, dell’arte italiana. Una forma che unisce tre cose fondamentali nella ricerca artistica: forma, contenuto e tempo. Quel che resta da fare, è riscoprire quest’arte oramai dimenticata in Italia e riportarla a ciò che è: una sintesi della ricerca artistica.

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