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La Graphic Novel: quando le Parole prendono Forma

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La strage di Piazza Fontana e quella di Piazza della Loggia sono da poco tornate nelle librerie, raccontando le indagini, i depistaggi e i procedimenti giudiziari di due grandi tragedie. Gli autori, questa volta, non sono grandi firme del giornalismo, bensì grandi penne del romanzo grafico.

Le storie saranno infatti raccontate sotto forma di immagini, con lo scopo di togliere l’alone di mistero e mito dato alle due stragi, e di presentare al lettore i fatti grazie all’occhio.

Questa è quindi la Graphic Novel. Un fumetto con storie più lunghe, autoconclusive e solitamente indirizzato ad un pubblico più adulto.

contratto con dio

La genesi è delicata, dato che la storia tramite immagini è uno dei format più famosi nella storia dell’umanità. Ci sono però delle date concordate universalmente: la prima graphic novel moderna, così come noi la conosciamo, è intitolata Contratto con Dio e porta la firma del famoso Will Eisner nel 1978.

Anche la Marvel, in questo, ha messo il suo zampino. Uno dei primi romanzi grafici, infatti, è il famoso Silver Surfer, personaggio delle saghe fumettistiche: pubblicato da una tradizionale casa editrice, fu distribuito attraverso i tradizionali canali degli albi a fumetti, come i negozi di settore. Questo dettaglio deve già porre l’attenzione sulla particolarità di questo format, che tratta di vera e propria narrativa tradizionale ma trasportata ad un livello più completo.

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Dal 1982 al 1993 la Marvel Comics decide di dedicare una collezione di albi dedicati al romanzo grafico: nasce così la Marvel Graphic Novel, che ha visto nascere moltissimi personaggi e tra le proprie pagine (in un formato simile a quello degli albi francesi) ha sviluppato storie che vediamo ora sui nostri schermi; fu seguita, pochi anni dopo, dalla DC Graphic Novel, della rivale DC Comics, con gli albi di Batman firmati da Frank Miller.

Ma non trattiamo solo di personaggi fantascientifici. Il romanzo grafico tratta, come abbiamo visto, di ben altro e vanta illustri artisti.

In Italia abbiamo una grande tradizione, sebbene nascosta, di illustratori; una tradizione che ora, grazie al Lucca Comics e a manifestazioni sempre più importanti, sta tornando alla ribalta facendo acquistare alla graphic novel la dignità che dovrebbe avere.

poema a fumetti

Se Poema a Fumetti di Dino Buzzati anticipa di dieci anni la prima novel americana, Hugo Pratt la sviluppa ulteriormente. Gli anni ’60 segnano una ricerca fumettistica in Italia senza precedenti, tanto da attirare le attenzioni di tutto il mondo: le atmosfere e l’analisi psicologica dei romanzi grafici dell’epoca erano pubblicizzate dal famoso Gruppo 63, un collettivo di intellettuali del quale faceva parte anche Umberto Eco, grandissimo estimatore di Schulz.

Sappiamo però che il picco della graphic novel italiana è quello che porta il nome di Andrea Pazienza, in arte Paz, un ragazzo che ha saputo decontestualizzare il fumetto dal suo esser fumetto e portarlo a raccontare (prima di tutti gli altri) la propria generazione, tramite il suo stesso linguaggio.

Ma con Pazienza non se ne va la tradizione italiana. E’ rimasta lì, nascosta, in cerca del momento giusto per riemergere.

maus

Nel frattempo la graphic novel vinceva prestigiosi premi all’estero, guadagnandosi un posto nell’Olimpo della letteratura “canonica”, vincendo vincere il Premio Pulitzer ad Art Spiegelman con il suo Maus.

E in Italia, proprio quest’anno, una graphic novel è stata candidata ad un premio letterario: si tratta di unastoria di Gipi. Da Davide Toffolo, a Zerocalcare, a Giorgia Marras, a Roberto Recchioni e Emiliano Mammucari. Sono le nuove leve della tradizione italiana, gli illustratori con il pennino pronto a raccontarvi non solo la storia, ma le storie. Sono pronti, eccome se sono pronti.

Da unastoria di Gipi

Da unastoria di Gipi

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