Fine Arts Mag, Art Magazine Collettivo del Web

Michelangelo : un Genio Incompreso

unnamed (5)

In Copertina: Giudizio Universale. 1504–1506, Cappella Sistina (Roma)

Nato nel 1475 a Caprese (Arezzo), Michelangelo Buonarroti è indubbiamente uno fra gli artisti più conosciuti ed ammirati in Italia ma anche nei Paesi esteri.

A lui spesso vengono automaticamente collegate le sue opere più ammirate nel tempo, quali il David e la Pietà Vaticana. Ma l’artista toscano vanta anche altre numerose opere fra sculture, pitture e affreschi: il Mosè, il San Matteo, il Tondo Doni, gli affreschi della Cappella Sistina (fra cui il Giudizio Universale e la Creazione di Adamo).

unnamed (1)

David. 1501-1504, Accademia di Belle Arti di Firenze

Pietà. 1497-1499, Basilica di San Pietro in Vaticano (Roma)

Pietà. 1497-1499, Basilica di San Pietro in Vaticano (Roma)

Mosè. 1513–1515, Basilica di San Pietro in Vincoli (Roma)

Mosè. 1513–1515, Basilica di San Pietro in Vincoli (Roma)

Tondo Doni. 1504–1506, Galleria degli Uffizi (Firenze)

Tondo Doni. 1504–1506, Galleria degli Uffizi (Firenze)

Creazione di Adamo. 1511-1512, Cappella Sistina (Roma)

Creazione di Adamo. 1511-1512, Cappella Sistina (Roma)

Quando era giovane Michelangelo era propenso alla pittura, infatti copiava gli affreschi di Giotto e Masaccio poiché li trovava molto plastici. Il potente Lorenzo de’ Medici -detto Il Magnifico- fu attratto dall’artista e al suo talento, che ancora era in fase di sviluppo. Così lo invitò alla sua corte e lo affiancò nei lavori allo scultore Bertoldo, allievo di Donatello. Fu a quel punto che il giovane pittore iniziò ad interessarsi particolarmente alla scultura.

Le sue immagini non sono caratterizzate da un’ambientazione di fondo (a contrario, invece, di un altro genio dell’arte, Leonardo da Vinci, con cui Michelangelo lavorò insieme per gli affreschi di Palazzo Vecchio a Firenze).

Il pensiero del giovane artista si basava sul fatto che l’uomo è una creatura che si avvicina a Dio, soprattutto dopo la sua morte. L’arte per Michelangelo si basa quindi sul rapporto tra arte e Dio, e di conseguenza le opere devono comunicare il divino, lo spirito. L’uomo sta per questo al centro dell’universo, proprio perché, in fondo, esso è una scintilla divina. unnamed

Abbiamo visto come Michelangelo credeva fortemente nella religione; ma credeva, se si può dire, in qualcosa di più: credeva in un’ispirazione divina: dietro un’opera e nella bellezza che questa trasmette ci sta la sintesi del fenomeno. L’abilità manuale diventa quindi sì fondamentale per la realizzazione di un’opera, ma non più importante dell’ispirazione divina: se credi veramente in Dio, in qualsiasi momento lui ti suggerisce un’idea, come un colpo di fulmine… o meglio, un colpo di genio. Ed ecco che da qui scaturisce l’intuizione visiva, meglio conosciuta come il GENIO di Michelangelo.

Nella mitologia antica (soprattutto etrusco-romana) il Genio Alato era una figura -una sorta di angelo- che fungeva da mediatore tra il mondo umano e quello divino. Il colpo di genio è quindi un’intuizione venuta dall’alto, come -appunto- un lampo divino.

L’anatomia delle figure nella scultura e pittura di Michelangelo non è perfetta e armonica come in quella di Leonardo (il confronto fra i due è inevitabile), ma i corpi sono dilatati: questo deve esprimere quel qualcosa di divino.

Nel Rinascimento erano presenti numerosi artisti abili e capaci di produrre e riprodurre opere, ma personaggi come Michelangelo e Leonardo erano degli artisti completi perché riuscivano a inventare suddette opere. Infatti per entrambi erano quasi più importanti il pensiero e il progetto dell’opera stessa.

Questo concetto accomuna e avvicina i due uomini, ma a parte ciò erano due menti discordanti che vagavano su due linee di pensiero diametralmente opposte, e per questo si trovavano spesso a confrontarsi a duri termini -oltre al carattere ribelle e testardo di Michelangelo, che occupava una buona parte delle difficoltà-.

Il Buonarroti, come già detto, era molto attaccato al concetto di religione e si interessava a materie come la filosofia, mentre Da Vinci era attaccato al concetto della natura ed era interessato in particolar modo alla scienza. Questo aveva un grosso riscontro sulle opere, perché il secondo affermava che ‘Bisogna guardare il divino attraverso la natura’, mentre il primo credeva che ‘il divino doveva come uscire dalle opere stesse’, anche attraverso la tecnica del NON FINITO: il non finito in un’opera consiste in una parte levigata e precisamente finita della suddetta, e in un’altra sbozzata e incompleta. Ciò viene praticato per dare l’idea che il personaggio scolpito venga quasi fuori dal blocco. Il blocco inteso come materia grezza rappresenta lo spirito.

La prospettiva nelle sue sculture viene data di conseguenza in questo modo, poiché per Buonarroti la prospettiva non era fondamentale (a contrario di Da Vinci).

Il San Matteo è il classico esempio di non finito, dove l’uomo è reale, mortale, ma si avvicina a Dio.

San Matteo. 1505-1506 ca, Galleria dell'Accademia, Firenze

San Matteo. 1505-1506 ca, Galleria dell’Accademia, Firenze

Si nota una forte tensione del corpo: l’artista vede la forma dentro la materia, e per chiarirne il concetto la figura sembra che stia per uscire dal blocco di marmo.

Il marmo è il materiale più usato nelle sculture dell’artista fiorentino (altri materiali utilizzati sono legno, bronzo, terracotta, e in quantità più ridotta argilla e cera); per le opere di importanza più rilevante utilizzava in particolare il marmo di Carrara, di cui andava a scegliere i blocchi personalmente.

Abbiamo detto che per i suoi lavori Michelangelo si concentrava su un concetto più astratto rispetto Leonardo Da Vinci, ed era definito antinaturalistico, mentre Leonardo era dedito alla fisica e adorava effettuare studi sui vari elementi della natura (in particolare i fiori). Buonarroti era al contrario anticlassico, perché con la sua concezione di arte sottoforma di dono divino, faceva capire che la classicità poteva essere superata, addirittura allontanata. Questo però era un concetto utopico per la gente dell’epoca.

La morte della madre quando lui aveva solo sei anni e un’inclinazione artistica subito fortemente ostacolata dal padre forse fecero sì che l’artista, sin da piccolo, crescesse diventando una persona insicura e dal carattere irrequieto, attaccabrighe e pronto a dare vita a focose questioni, addirittura con chi gli commissionava il lavoro, minacciando di non finirlo; il periodo di grave situazione economica della famiglia non lo aiutò di certo, anzi lo condusse ad una strada più artistica che classica. Affianco alla scultura e alla pittura cresceva la passione per l’architettura, anche se la poesia fu forse l’unica possibilità di sfogo per l’artista.

Egli morì a Roma nel 1564, tralasciando tutto il suo stile e la sua genialità nelle opere considerate ancora oggi degli autentici capolavori.

Il David, la Pietà e il ciclo di affreschi nella Cappella Sistina sono considerati traguardi insuperabili dell’ingegno creativo. E se è vero che l’opera è il riflesso dell’anima di chi la produce, Michelangelo è un genio indiscusso, ma al contempo un genio complicato e incompreso per la mentalità dell’epoca.

Deborah Barbazza
Di: Deborah Barbazza

Nata a Mestre nel settembre 1993, mi sono appassionata da subito al mondo del Disegno e dell’Illustrazione, interessi che ho approfondito frequentando dapprima il Liceo Artistico e, attualmente, l’Accademia di Arti Figurative e Digitali Padova Comics, con specializzazione in Illustrazione. Nonostante il diploma in Grafica Pubblicitaria, adoro il Disegno a Mano Libera e sto sviluppando un forte legame verso delle tecniche che ho conosciuto e sperimentato da poco: l’Acrilico e l’Acquerello. Ho scelto di entrare a far parte di FineArtsMag perché credo in questo progetto e penso che possa essere uno spazio importante per aiutare ad accrescere l'interesse verso lo splendido mondo dell'Arte, conosciuto sì, ma non ancora abbastanza!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>