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Un Segno Surrealista sul XX Secolo: H.R. GIGER

Erotomechanics

Il 12 maggio scorso è mancato uno degli artisti più contributivi del XX secolo: H.R. Giger. Nato a Coira in Svizzera nel 1940, il giovane autore inizia la carriera come architetto e arredatore, ma la sua passione per il disegno e la plastica inizia prestissimo. Si forma con una Cultura Figurativa Simbolista e Surrealista. Nei suoi disegni a matita o a olio si ritrovano le libertà espressive di Dalì e i corpi mutanti di Ernst. Utilizza in modo formidabile l’Acrilico e l’Aerografo, ma anche il Metallo, l’Acciaio e la Fibra di Vetro. Le sue creazioni sono da subito trasposte al mondo del design e della Scenografia Cinematografica. Gli si riconosce grande merito quando nel 1980 gli viene conferito il premio Oscar per gli Effetti Speciali del film Alien di Ridley ScottGrazie a questa creazione, l’immaginario fantascientifico prende una forma innovativa, inserita completamente nella nuova tecnologia. I corpi si mescolano alle macchine: sono i biomeccanoidi. I titoli delle opere sono suggestivi in questo senso: Stillbirth Machine III, Work no. 355. E’ un omaggio a David Lynch, con il quale condivideva la passione per la regia. Produce questo acrilico su carta e legno nel 1977. La nascita è legata indissolubilmente alla macchina che aiuta a produrre la vita.

Stillbirth Machine

Stillbirth Machine III, Work no. 355, 1977

Esiste anche una serie che si lega all’ambito erotico di Giger, molto carico di Robotiche Emozioni. È la serie degli Erotomechanics, dalla quale ho preso l’immagine di copertina di oggi. Quello che esprime nelle sue immagini è essenzialmente il motivo per cui il mondo è tanto cambiato nel secolo scorso: il mix definitivo tra Uomo e Macchina. L’ oggetto tecnologico si è trasformato in estensione dei nostri muscoli e anche dei nostri organi genitali.

Le interviste a Giger sono numerose: per descrivere il suo processo artistico spiega che ogni suo pezzo si accompagna a un sentimento di caduta e risalita sull’orlo della follia. Ma in realtà parliamo di un artista molto razionale, con un preciso immaginario coerente nella propria testa, che collabora in tutti i campi. Nel design, con le sue poltrone visionarie, e per la musica. con cover di album e il microfono speciale per il gruppo metal dei Korn. La sua opera è figlia di un processo immaginario che inizia con Metropolis di Fritz Lang (1927) e continua oggi con l’ultimo film che si è servito dell’idea di Giger il prologo di AlienPrometheus (2012).

Third Dimension

Third Dimension

Alcuni fan negli anni hanno dimostrato il desiderio di veder rappresentate da Giger immagini di bellezza soave e paradisiaca. Ma come dichiarò il mitologista americano Joseph Campbell: le immagini dell’inferno nel mondo sono molto più intriganti e interessanti rispetto a quelle del paradiso, perché la sofferenza può prendere molte e diverse forme in più.

Edi Guerzoni
Di: Edi Guerzoni

Sono nata nel 1993 a San Carlo Canavese, in provincia di Torino. Studio Beni Culturali Storico - Artistici all’ Università degli Studi di Torino. La passione per l’arte è qualcosa che può trasportare un carico enorme di conoscenza e senso critico, e la cosa migliore per combattere la mancanza di applicazione a questo studio nelle nostre scuole è farsi sentire. Il web è la piattaforma migliore per non scoraggiarsi e portare avanti un certo tipo di informazione. Come disse Salvatore Settis: "La storia dell’arte aiuta a vivere"

1 Commento

  1. Giada scrive:

    Complimenti per questo articolo Edi, davvero interessante. Non appena sarà inserito il commento andrò a vedermi qualche altra opera di questo artista. Le sue opere lasciano un profondo senso di inquietudine, ma come hai giustamente osservato, l’inquietudine rispecchia quella della nostra realtà, sempre più folle, tecnologica, erotica, popolata da uomini-androidi schiavi del sesso e delle macchine. Ti abbraccio.

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