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Vasilij Kandinskij part. 2: il Magico Rapporto tra Punto, Linea, Colore e Suono

W. Kandinsky (immagine iniziale)

Nellultimo articolo della sezione All About Art si è parlato del celebre pittore e artista Vasilij Kandinskij (Immagine di Copertina), il quale nel suo libro Lo spirituale nell’arte ha teorizzato lo straordinario rapporto tra i colori e i suoni e gli aspetti emotivi a loro corrispondenti. Questa lettura può risultare molto utile per chi, nel campo dell’arte e non, desideri realizzare una composizione pittorica funzionale esteticamente ed emotivamente; insomma, in poche parole, per creare un’opera d’arte che colpisca chiunque!

Questa volta si parlerà invece di come anche gli enti geometrici possano avere caratteristiche proprie e di come, in particolare il punto e la linea, possano essere associati a suoni e strumenti musicali corrispondenti. Per illustrare quanto segue mi sono fornita di un altro libro di Vasilij Kandinskij: Punto Linea Superficie (Biblioteca Adelphi 16).

Immagine di copertina del libro Punto Linea Superficie

Immagine di copertina del libro Punto Linea Superficie

Il punto geometrico è un’entità invisibile. Pensato materialmente, il punto equivale a uno zero. Per questo esso, appartenente anche al linguaggio e alla scrittura, significa silenzio. E’ il silenzio alla fine di una frase, la momentanea o definitiva sospensione di essa: può essere il simbolo dell’interruzione, o il ponte che lega un’affermazione ad un’altra.

Visto in arte, il punto è il risultato del primo scontro tra lo strumento e la superficie materiale (carta, legno, tela, metallo…), dando vita alla superficie di fondo, attraverso uno strumento qualsiasi (matita, penna, pennello, bulino…).

(La superficie di fondo è la superficie sulla quale si racchiude il contenuto dell’opera d’arte).

Le grandezze e le forme del punto variano, e con esse varia il relativo suono del punto astratto. Esteriormente, il punto può essere definito come la forma elementare minima. Il punto è la forma più concisa -anche nel tempo-, ma può diventare esso stesso superficie nel caso in cui, ad esempio, gli sia posta accanto una linea molto sottile sulla stessa superficie di fondo (fig. 2):

(fig. 2)

Abbiamo considerato il punto come un concetto che coincide con l’idea di un silenzio -più o meno lungo-, ma è comunque una traccia sulla superficie, e seppur minima, lo si può quindi considerare dall’interno, come una certa affermazione. Questa piccola affermazione è data dalla sua tensione concentrica. Per il resto il punto rimane ben fisso sul suo posto dato che non mostra la minima inclinazione a muoversi in una qualsiasi direzione -né orizzontale né verticale-, e non accenna il movimento dell’avanzare o indietreggiare.

Il punto deve essere considerato l’elemento originario della pittura e specialmente della grafica.

Ma, è sufficiente un punto per creare un’opera?

Effettivamente, sì. Sempre che, per creare un’opera ci sia almeno un elemento (in questo caso il punto) e la superficie di fondo (in questo caso un quadrato). Il caso più semplice ed essenziale è quello del punto che sta al centro della superficie di fondo (fig. 4):

(Fig. 4)

In questo caso i due elementi danno origine ad una composizione, e conseguentemente a due suoni diversi, ma uniti. Per quanto riguarda il suono, la superficie è spazio e libertà, e assume quasi il suono originario del punto, cioè il silenzio; il punto, invece, assomiglia a brevi colpi di timpano o di triangolo nella musica, e a brevi colpi di becco del picchio nella natura.

Il punto e la superficie acquistano un suono maggiore quando la posizione del primo viene spostata -anche leggermente- rispetto il centro della seconda.

Sempre nella musica, se ci pensiamo bene le stesse note del pentagramma sono punti sulla carta, che danno origine ad un suono se applicate ad uno strumento musicale (fig. 11).

(fig. 11)

La linea geometrica è un’entità invisibile. Nasce dal movimento del punto; è dunque un suo prodotto e può essere definita come elemento secondario della pittura.

La linea è forza, tensione, movimento: si passa così dallo statico al dinamico.

L’elemento tempo è in generale molto più riscontrabile nella linea che nel punto (la larghezza è un concetto temporale): più mossa è la curva, più essa si estende nel tempo.

Una linea molto sottile viene prodotta dal violino, dal flauto, e dall’ottavino; una linea leggermente più grossa viene creata dalla viola e dal clarinetto; una linea sempre più grossa si può ottenere dal contrabbasso o dalla tuba.

Il primo caso di linea è la retta: questa tende a correre verso l’infinito. La linea retta ha una tensione e una direzione, e ci sono tre tipi di rette: retta orizzontale; retta verticale; retta diagonale (fig. 14).

(Fig. 14)

- La forma più semplice è l’orizzontale. Essa corrisponde per l’uomo alla linea dell’orizzonte, ad una linea statica e immobile, con quindi una base portante fredda. La freddezza e la piattezza sono i suoni fondamentali di questa linea, che può quindi essere associata al colore azzurro o, nel ‘noncolore’, al nero.

- Completamente opposta alla orizzontale, è la verticale. Questa linea è per l’uomo l’elevazione verso l’alto, verso il divino; in questo caso la lunghezza viene sostituita dall’altezza, e la freddezza dal calore. Possiamo associare pertanto alla linea verticale il colore giallo o, nel ‘noncolore’, al bianco.

- Il terzo tipo della retta è la diagonale, che si può definire la via di mezzo dei due casi precedenti, o meglio l’unione di essi. Si può riscontrare quindi, in egual misura, freddezza e calore. La linea diagonale porta con sé un movimento freddocaldo, e può venire associata ai colori rosso e/o verde (colori complementari), o al grigio (mescolanza del nero e del bianco).

Un altro esempio è la linea curva. Questa è essenzialmente la linea retta che, forzata da pressioni esterne, cambia movimento e direzione, fino a formare una curva (o più) dall’andamento morbido. Subentrano così le sensazioni di libertà, morbidezza, irregolarità, vivacità; tutte queste caratteristiche offrono varie sensazioni: per ciò questo tipo di linea indossa praticamente tutte le gamme di colori, che variano dal giallo al blu.

Se colleghiamo questi tipi di linee formando le tre figure geometriche fondamentali -triangolo, quadrato, cerchio-, possiamo dedurre che:

- il triangolo è composto da linee orizzontali e diagonali, e l’acutezza degli angoli che ne conseguono si associa perfettamente alla tinta squillante del giallo;

- il quadrato è composto da linee orizzontali e verticali, e la perfetta simmetria e compostezza della forma contrasta in modo equilibrato alla vivacità del rosso;

- il cerchio è composto da una morbida linea curva, la quale si abbina in modo perfetto alla quiete e alla profondità del blu (fig. 32).

(fig. 32)

Quest’ultima parte è approfondita in modo più esaustivo nel libro all’inizio citato, Lo spirituale nell’arte; in ogni caso consiglio vivamente di leggere e consultare entrambi gli scritti di Kandinskij, che sono, all’epoca come oggi, delle pietre preziose per l’ambito artistico, e di un valore di grande attualità ed utilità.

Immagine finale
Deborah Barbazza
Di: Deborah Barbazza

Nata a Mestre nel settembre 1993, mi sono appassionata da subito al mondo del Disegno e dell’Illustrazione, interessi che ho approfondito frequentando dapprima il Liceo Artistico e, attualmente, l’Accademia di Arti Figurative e Digitali Padova Comics, con specializzazione in Illustrazione. Nonostante il diploma in Grafica Pubblicitaria, adoro il Disegno a Mano Libera e sto sviluppando un forte legame verso delle tecniche che ho conosciuto e sperimentato da poco: l’Acrilico e l’Acquerello. Ho scelto di entrare a far parte di FineArtsMag perché credo in questo progetto e penso che possa essere uno spazio importante per aiutare ad accrescere l'interesse verso lo splendido mondo dell'Arte, conosciuto sì, ma non ancora abbastanza!

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