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Attraverso la tecnica: un’infinità di strumenti per un unico segno (Tutorial)

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In Copertina: Scala completa di tutta la serie di matite

Dopo il tutorial sulla tecnica della matita, ho piacere descrivervi alcune fra le altre tecniche usate per il disegno, o comunque per la realizzazione di un’opera definitiva.

Per quanto riguarda la tecnica della matita, mi preme aggiungere solo qualche nozione aggiuntiva: è stato già anticipato che le serie H ed F sono quelle più ‘dure’; la HB quella intermedia, e la serie B quella più ‘morbida’. Ma andiamo a vedere nello specifico:

La serie H si suddivide a sua volta in 9H, 8H, 7H, 6H, 5H, 4H, 3H, 2H, H (in ordine dalla più dura); la F e la HB sono la unica serie; la serie B si suddivide in B, 2B, 3B, 4B, 5B, 6B, 7B, 8B, 9B9 (in ordine fino alla più morbida).

Inoltre aggiungo che la matita può essere ben utilizzata sia per il disegno ‘a mano libera’ -cioè senza l’aiuto di strumenti tecnici come righello, squadra, goniometro ecc…-, sia per il disegno tecnico, che prevede invece l’utilizzo di suddetti strumenti.

Il disegno di getto -talvolta corrisponde allo schizzo- è quel disegno che viene eseguito rapidamente con pochi tratti effettuati senza alcuna base preparativa di fondo, cioè senza delle linee guida. Per riuscire bene in questo lavoro occorre esercitarsi con costanza e avere un temperamento adeguato. Infatti non è per tutti riuscire efficacemente nelle tecniche rapide e nervose, così come non tutti sono portati per il disegno preciso e analitico.

Un altro strumento -molto utilizzato in generale- utile sia per il disegno libero che per quello tecnico, è la penna.

La più comune ed usata è la classica penna biro (con un’infinia portata di mano, è per questo molto comoda e non richiede una particolare manualità per utilizzarla.

Esempio di segno con la penna biro (Grande corso pratico di DISEGNO, Ed. De Vecchi)

Esempio di segno con la penna biro (Grande corso pratico di DISEGNO, Ed. De Vecchi)

Certo, la pratica è sempre vostra compagna, ma basta variare la pressione esercitata dalla mano per ammirare come si può ottenere un segno più o meno marcato.

Ormai col tempo in commercio c’è un’infinità di colori, anche se sono maggiormente raccomandabili le penne con inchiostro nero, perché danno un segno molto simile a quello della matita, e perché nel momento della stanza si presta molto meglio degli altri colori.

Tutti conoscono la penna d’oca, utilizzata fin dai tempi antichi, oggi però non molto praticata. Essa, che si può sostituire oggi con un tubetto di polietilene opportunamente tagliato, dà effetti intermedi fra la penna e il pennello perché la sua morbidezza e delicatezza permettono di tracciare sia tratti sottili che ampie ombre nere dall’effetto pittorico. Infatti, sostituendo col tempo gli steli della pianta di papiro e gli steli di canna, è ideale per i caratteri definiti da grazie.

Al tempo venivano selezionate piume di diversi volatili, anche se quella d’oca è la più pregiata per appunto la sua morbidezza.

Rembrandt e Van Gogh furono grandi maestri del disegno eseguito con penna d’oca.

Van Gogh, Veduta di Arles con iris in primo piano, 1888; disegno a inchiostro

Van Gogh, Veduta di Arles con iris in primo piano, 1888; disegno a inchiostro

Un effetto poco usato ma sorprendente è quello dato dalla penna acquerellata: si tracciano cioè dei segni sul foglio con la penna (preferibilmente a gel), e bagnando le parti desiderate con la punta del pennello inumidita di acqua si creano degli effetti di sfumature molto interessanti. Si può realizzare un disegno attraverso questo sistema sia eseguendo pochi tratti che con un segno più preciso ed elaborato.

Esempio di ritratto con penna acquerellata (Grande corso pratico di DISEGNO, Ed. De Vecchi)

Esempio di ritratto con penna acquerellata (Grande corso pratico di DISEGNO, Ed. De Vecchi)

Si osservi come alcune parti del disegno mostrano il tratto netto e definito della penna mentre altre parti vengono lavorate unicamente col pennello: si può utilizzare anche questo metodo, cioè non acquerellando tutta la penna ma lasciandone in parte dei segni, in modo da far risaltare il contrasto di entrambe le tecniche in un’unica opera.

Anche con la penna di bambù -costituita da rametti della suddetta pianta- si possono ottenere segni di diverso spessore: può conferire infatti un tratto nero curato e preciso, ma i bordi di questo tratto risultano leggermente sfumati e pastosi, lasciando di conseguenza uno stile pittorico.

Penna di bambù

Penna di bambù

Come bisogna adoperare la penna di bambù (Grande corso pratico di DISEGNO, Ed. De Vecchi)

Come bisogna adoperare la penna di bambù (Grande corso pratico di DISEGNO, Ed. De Vecchi)

Ritratto eseguito con la penna di bambù (Grande corso pratico di DISEGNO, Ed. De Vecchi)

 

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Ritratto eseguito con la penna di bambù (Grande corso pratico di DISEGNO, Ed. De Vecchi)

Uno strumento dal tratto simile a quello della penna di bambù è lo stecco di legno, che si può sostituire in casa con un semplice stecchino da denti, il manico di un pennello privato della vernice che lo ricopre, o anche una poderosa scheggia di legno. Qualsiasi sia il materiale, la punta dello stecco viene intinta nell’inchiostro di china. Anche qui la pressione della mano è rilevante per lo spessore del segno, e la definizione di questo può essere più o meno marcata.

Si può disegnare con lo stecco di legno su foglio di carta (più questa è ruvida più si otterranno effetti texturali interessanti) o addirittura sul legno, anche se in quest’ultimo caso la quantità di inchiostro trattenuta dal legno viene assorbita in fretta.

 

Come si utilizza lo stecco di legno (Grande corso pratico di DISEGNO, Ed. De Vecchi)

Come si utilizza lo stecco di legno (Grande corso pratico di DISEGNO, Ed. De Vecchi)

A proposito di china, un’altra tecnica molto interessante e divertente da sperimentare è l’inchiostro di china su carta bagnata: dopo aver inumidito un foglio di carta, bisogna tracciare immediatamente le linee del soggetto che si vuole rappresentare. A questo punto l’inchiostro si disperderà nel foglio fino a provocare un ampio effetto di sbavatura. Con questa tecnica bisogna armarsi di pazienza e provare e riprovare ance più volte per ottenere il risultato che si vuole, perché non sempre abbiamo il controllo sulla dispersione dell’acqua nel foglio. Col tempo e con molta pratica si riuscirà a capire la giusta gradazione di umidità per poter realizzare con successo il disegno.

 

Ritratto eseguito con china su carta bagnata (Grande corso pratico di DISEGNO, Ed. De Vecchi)

Ritratto eseguito con china su carta bagnata (Grande corso pratico di DISEGNO, Ed. De Vecchi)

Un’altra tecnica sul bagnato -quasi sicuramente la più nota- è l’acquerello.

E’ una tecnica molto ammirata ed apprezzata, ma allo stesso tempo non immediatamente facile da praticare. Anche qui bisogna capire la giusta quantità di acqua e di colore da stendere sul foglio. L’effetto però è molto evanescente e pittorico, dando una sensazione di libertà e freschezza. Per questo viene molto usato per i paesaggi o comunque le costruzioni e gli elementi all’aria aperta.

I colori di acquerello sono vendibili in tubetto in una pasta dalla tenera consistenza oppure sottoforma di mattonelle in apposite scatole quando hanno una consistenza solida -godet-; di recente introduzione sul mercato è l’acquerello liquido, che si presta all’uso con un’aeropenna.

L’aquerello è composto sostanzialmente da uno o più pigmenti combinati con una sostanza legante (generalmente gomma arabica), diluiti in acqua.

Il supporto più usato per questa tecnica è la carta (di diversi tipi in base al materiale che la compone e al suo peso). I colori vanno stesi progressivamente dai toni più chiari a quelli via via più scuri, e si distinguono da quelli delle altre tecniche pittoriche per la loro estrema leggerezza e trasparenza.

L’acquerello veniva spesso usato nelle miniature durante il periodo medioevale.
Nel Quattrocento si utilizzava per completare disegni a penna, studi dal vero o schizzi di viaggio; strumento essenziale per gli studi preparatori dei grandi maestri e delle grandi opere.
Nel Settecento l’acquerello venne riscoperto dai paesaggisti inglesi che ne esaltarono le qualità rendendolo una tecnica autonoma, in seguito fu usato dai pittori romantici ed impressionisti per gli studi all’aperto e, più tardi, dai pittori espressionisti e dagli astrattisti per la velocità d’esecuzione, divenendo la tecnica preferita da molti pittori.
Impression soleil levant”, Claude Monet –acquerello,  1872

Impression soleil levant”, Claude Monet –acquerello, 1872

Molto efficaci nella colorazione del disegno sono i colori a pastello (quelli che erroneamente vengono scambiati con le matite colorate). Sono bastoncini di pigmento colorato, il cui colore una volta steso sulla superficie risulta purissimo e luminoso; questa caratteristica viene esaltata utilizzando carta più o meno ruvida.

Oggigiorno il termine pastello è usato in modo improprio per indicare molti materiali artistici differenti. La forma originale e più popolare del pastello si chiama pastello morbido, ed è nell’aspetto del tutto simile ai gessetti.

E’ bene ricordare che non essendo possibile mischiare due toni per ottenerne uno intermedio -poiché è una tecnica a secco-, occorre acquistare tutte quelle gradazioni che si ritengono necessarie per il tipo di soggetto da rappresentare e per i colori che caratterizzano l’atmosfera dell’opera (es. per paesaggi o ritratti). Le varie tonalità vengono quindi semplicemente accostate.

Set pastelli Conté de Paris -per paesaggi- (in vendita nel negozio online FineArtsMart)

Set pastelli Conté de Paris -per paesaggi- (in vendita nel negozio online FineArtsMart)

E’ consigliabile, ad opera finita, passare uno strato di spray fissante e conservare l’opera dietro un vetro e in un luogo asciutto per evitarne l’ammuffimento.

Della famiglia dei pastelli fanno parte anche i pastelli ad olio.

Tecnica simile al pastello è il carboncino, anche se di consistenza molto più grassa. La relativa grossolanità dello strumento costringe l’esecuzione alla sinteticità, il che aiuta l’esecutore a liberarsi di minuziosità e smania di definizione dei particolari; il carboncino di conseguenza non sopporta molti rimaneggiamenti e richiede tratti decisi e sciolti.

Solitamente di colore nero, tale strumento si può utilizzare su foglio bianco ma anche su carta colorata (ad esempio color seppia). Per cancellare dei segni erroneamente tracciati o per lavorare in negativo (cioè innalzare le luci su fondo scuro) si può ricorrere alla gomma matita, e per creare delle sfumature si può utilizzare l’apposito sfumino.

La traccia lasciata dal cartoncino sulla carta è labile, ma può essere fissata spruzzandoci sopra una soluzione alcolica di gomma lacca.

Studi dal vero personali eseguiti con la tecnica del carboncino su comune carta da pacchi

Studi dal vero personali eseguiti con la tecnica del carboncino su comune carta da pacchi

Ultima -ma non meno importante- tecnica utilizzabile per il disegno è il pennarello. Molto amato nel periodo infantile, è comodo per il suo tratto grosso, che non permette quindi la minuziosità dei dettagli, ma piuttosto l’esecuzione dei segni più semplici e significativi.

Il pennarello contiene una sostanza al suo interno che permette all’esecutore di scrivere in continuazione, come con una matita o una penna.

Esistono pennarelli di varie forme e colori che permettono effetti particolari da sfruttare nell’esecuzione di cartelli pubblicitari o di motivi decorativi: tra questi ci sono ad esempio i pennarelli pantone, dalla colorazione leggera, semitrasparente, adatti per esempio ai disegni di moda e alle illustrazioni grafiche.

Esempio di pennarelli pantone Latraste Promaker (in vendita nel negozio online FineArtsMart)

Esempio di pennarelli pantone Latraste Promaker (in vendita nel negozio online FineArtsMart)

Infine, un altro esempio di pennarelli sono i Pitt Artist Pen, utilissimi per tutti i tipi di segni -dal più grosso al più fino, a quello intermedio-, quindi adatti anche per i più minimi particolari. Vengono utilizzati per esempio nei disegni manga e nei fumetti, dove l’inchiostrazione è un concetto fondamentale.

Il più comunemente usato è il nero, anche se le gamme di colori sono davvero ampie: colori caldi, colori freddi, colori base, scala di grigi (grigi caldi, grigi freddi), sanguigno, seppia, colori pastello, tonalità viso…

Pennarelli Pitt Artist Pen, Faber-Castel (in vendita nel negozio online FineArtsMart).

Pennarelli Pitt Artist Pen, Faber-Castel (in vendita nel negozio online FineArtsMart).

 

Deborah Barbazza
Di: Deborah Barbazza

Nata a Mestre nel settembre 1993, mi sono appassionata da subito al mondo del Disegno e dell’Illustrazione, interessi che ho approfondito frequentando dapprima il Liceo Artistico e, attualmente, l’Accademia di Arti Figurative e Digitali Padova Comics, con specializzazione in Illustrazione. Nonostante il diploma in Grafica Pubblicitaria, adoro il Disegno a Mano Libera e sto sviluppando un forte legame verso delle tecniche che ho conosciuto e sperimentato da poco: l’Acrilico e l’Acquerello. Ho scelto di entrare a far parte di FineArtsMag perché credo in questo progetto e penso che possa essere uno spazio importante per aiutare ad accrescere l'interesse verso lo splendido mondo dell'Arte, conosciuto sì, ma non ancora abbastanza!