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Banksy, il Re dell’Arte Non Convenzionale

Bansky Balloon Girl

Pochi sono i modi adatti per poter cominciare una rubrica sull’Arte Non Convenzionale. L’arte che non si trova nei prestigiosi musei in teche protette o nelle stanze di qualche ricco collezionista miliardario, ma quella che troviamo agli angoli delle strade, nelle nostre soffitte polverose o nel mezzo di una calle veneziana.

A molti sarà capitato di aprire Facebook e trovare dei graffiti con una bimba che si lascia sfuggire di mano un palloncino a forma di cuore, oppure uno Snoopy all’ombra della sua cuccia.

Piccoli graffiti di grande significato, che somigliano quasi a degli stencil, solitamente neri con piccoli particolari colorati: provocatori, irriverenti, sognatori.

L’autore di questi piccoli capolavori è un inglese di Bristol, ancora non ben identificato; le sue opere appaiono in tutto il mondo, il che ha fatto addirittura pensare che fosse uno pseudonimo per un collettivo di artisti.

Una delle sue attività preferite e che l’hanno reso maggiormente famoso è l’intrufolarsi nei più famosi musei per sostituire le opere d’arte con delle sue personalissimi opere, perfette riproduzioni ma con particolari clamorosamente anacronistici.

Popolare la serie di ratti, che hanno popolato la città di Londra per alcuni mesi, in quanto simbolo dell’artista cacciato e perseguitato. New York, invece, lo scorso anno è stata invasa da una serie di graffiti volti a ridefinire i grigi muri della città, dal titolo “Better Out Than In”.

In Cisgiordania, nell’agosto del 2005, Banksy ha realizzato una delle sue migliori opere sulla barriere di separazione costruita dal governo israeliano. Dipinta utilizzando varie tecniche, ha connotati prettamente politici e di rivolta umana, in quanto sono dei veri e propri squarci nel muro che permettono di “vedere” (o perlomeno sognare) cosa si trova al di là del muro.

Un’interpretazione della Santa Teresa del Bernini, con in mano un panino simbolo del consumismo, è stata cancellata a Napoli da un writer anonimo.

Banksy è stato giudicato dal sindaco di New York un imbrattatore di cattivo gusto; del resto basta solo pensare a Milano e altre città italiane, dove i graffiti sono alla stregua di opere che ledono il pudore pubblico e che vanno cancellate, e i writer perseguiti per legge. Girando per la città vediamo di certo cose di cattivo gusto, come le tag (le firme) che si trovano sui cassonetti o agli angoli dei muri. Ma ogni tanto troviamo dei treni che un tempo erano grigi, subito colorati; oppure intere pareti dipinte in una notte, come per magia.

Bansky Ronald Mc Donald's

Le Opere di Banksy sconfinano dal semplice graffito ed entrano nel più ampio dibattito “Cos’è l’arte?”: basta il concetto o serve anche la forma? Perchè una tela con un taglio nel mezzo può valere milioni di euro, mentre uno squarcio dipinto nel muro in Cisgiordania, che dà colore alle persone e un minimo di sogno (e provocazione politica) non lo è? Perchè un papa colpito da un meteorite vale milioni di euro, mentre un Topolino e un Ronald Mc Donald’s che camminano allegri, tenendo per un mano un bambino magro e affamato, non li vale?

Il dibattito su cosa sia arte oramai è superato, l’arte è concetto più che forma. E Banksy, provocando e facendo sognare la gente, si è dimostrato ampiamente più che un artista; ma qualcosa che va al di là della semplice arte, che la porta al di fuori dei musei e di cui la gente ne fruisce in prima persona in modo semplice ed immediato: questa è l’arte.