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Ciò che l’occhio non vede la pittura lo crea: la Prospettiva Atmosferica

Le grandi bagnanti, Paul Cézanne

Nell’immagine di copertina: Le grandi bagnanti, Paul Cézanne

Ciò che il nostro occhio vede quotidianamente lo diamo spesso per scontato, e gli elementi invisibili che ci circondano, il nostro cervello è ormai abituato al fatto che essi sono comunque presenti. Un esempio è l’aria, elemento naturale che noi in effetti non vediamo, ma che diamo per scontato esistere.

Molti artisti nel corso della storia si sono chiesti come rappresentarla; perché è facile tradurre ciò che il nostro occhio vede, ma come fare a riprodurlo attraverso la pittura? Si può attribuire soprattutto a due artisti il ‘merito’ di riuscire a mettere in pratica questo quesito: Leonardo da Vinci e Paul Cézanne. Il primo -artista completo poiché pittore, disegnatore, progettista, scienziato, musicista, naturalista…- si può definire il fondatore della prospettiva atmosferica, detta anche prospettiva aerea. E’ stato visto nell’articolo ‘Michelangelo: un genio incompreso’ come Leonardo da Vinci è meticolosamente attento ad ogni singolo dettaglio delle sue opere, analizzandone i singoli particolari e le varie sfaccettature; forse sono proprio questa sua meticolosità e questa sua precisione ad aver fatto sì che questo genio trovasse una soluzione pratica al problema -oltre al suo innato amore per la natura-.

La prospettiva aerea è sostanzialmente l’immersione -permettetemi questo termine- delle figure nell’aria, quindi più generalmente nello spazio, determinandone i bordi, la saturazione dei colori…

Sappiamo che non è cosa semplice cercare di rendere la tridimensionalità in uno spazio bidimensionale, ma cosa ancora più complicata è rendere l’idea dell’atmosfera stessa nello spazio!

Leonardo ha tentato – direi efficacemente- di risolvere questo problema, cercando di rendere la profondità senza l’utilizzo dei classici sistemi geometrici ed uclideici, e dando la sensazione che le figure siano proprio immerse fisicamente nell’aria: come si può vedere nell’Annunciazione (1472/75, olio e tempera su tela, Galleria degli Uffizi, FI), non c’è uno stacco immediato dei colori ma un graduato chiaroscuro, e come realmente accade al nostro occhio, gli elementi più vicini a noi hanno contorni più nitidi, mentre man mano che gli elementi sono fuori fuoco si perde saturazione dei colori e i loro contorni perdono nitidezza. Questo è quello che prevede la tecnica della prospettiva aerea, tecnica che si basa quindi sulla colorazione più tenue e sfumata per i particolari più lontani -come se fossero avvolti in una foschia-, ma è quello che accade realmente nel nostro occhio: Leonardo sapeva infatti che tra l’occhio e un soggetto messo a distanza si sovrappongono molti strati di pulviscolo atmosferico, che rendono i contorni meno nitidi, a volte confusi.

Annunciazione, Leonardo da Vinci

Annunciazione, Leonardo da Vinci

Inoltre l’artista ha constatato che i colori più lontani acquistano tonalità tendenti al viola, blu, nero, grigio… Insomma ad una gamma più neutra.

Paul Cézanne, grande postimpressionista francese, apprende dagli Impressionisti la tecnica en plein air, cioè dipingere un modello o un paesaggio all’aria aperta, esattamente come l’occhio lo vede in quell’istante-; facendo un confronto con Leonardo, la caratteristica di Cézanne sta nella ricerca della massima luminosità dei colori -mentre come abbiamo osservato prima, Da Vinci tende ad usare tinte più tenui e tendenti al neutro-.

L’artista francese si basa inoltre sulla geometria per la composizione strutturale dei suoi dipinti, come si può vedere nelle opere I bagnanti (1890 ca, olio su tela; Musée d’Orsay, Parigi) e ne Le grandi bagnanti (1906, solo su tela; Philadelphia Museum of Art, Filadelfia): nella prima si può vedere come le figure dei bagnanti siano disposte in modo da creare un (invisibile) triangolo con il vertice in alto al centro, o ancora meglio un cono; nella seconda si può intuire come la stessa figura geometrica venga ottenuta dai corpi femminili che convergono verso l’asse centrale della tela, come anche i tronchi degli alberi posti dietro esse.

I bagnanti, Paul Cézanne

I bagnanti, Paul Cézanne

Le figure, pur nell’essenzialità delle forme, acquistano per questa direzione verso l’alto (quindi verso Dio) una maggiore monumentalità, mentre l’uso del colore determina piani, curve, spigoli, luce…

Secondo Paul “nella pittura ci sono due cose: l’occhio e il cervello, ed entrambe devono aiutarsi tra loro”. Ma come fare per mettere in pratica questo processo? Per ciò che Leonardo da Vinci aveva innovato, Paul Cézanne fece un passo un più: nei suoi dipinti la prospettiva è resa dalla riduzione dimensionale dei piani arretrati, mentre gli azzurri rendono palpabile la presenza dell’aria e, di conseguenza, la profondità. L’azzurro è il colore del cielo e delle masse nuvolose, e circondandone i corpi e delineandone i contorni nonché utilizzandolo per le ombre, il pittore trova un ulteriore modo per conferire la prospettiva atmosferica. Già gli Impressionisti avevano constatato che le ombre non sono di colore nero, ma effettivamente sono toni più scuri del colore locale (cioè il ‘vero’ colore dell’oggetto o dell’elemento); Cézanne, per conferire una resa uniforme del colore e dell’atmosfera nel dipinto, mantiene l’azzurro nei corpi, ma per procedimento inverso immette l’ocra della terra e gli aranci dei corpi nel cielo e nelle nuvole, in modo anche da rendere il caldo sole del Meridione della Francia. Con questo trattamento del colore che Cézanne definivamodulazione, si rende l’atmosfera desiderata suggerendo sensazioni diverse all’osservatore, e si fa un passo un più -e non da poco- per la resa atmosferica nella pittura.

Grandi artisti come questi hanno impostato basi solide e soluzioni concrete per la storia dell’arte, e nozioni utili per chi, come me, deve utilizzarla tutti i giorni.

Deborah Barbazza
Di: Deborah Barbazza

Nata a Mestre nel settembre 1993, mi sono appassionata da subito al mondo del Disegno e dell’Illustrazione, interessi che ho approfondito frequentando dapprima il Liceo Artistico e, attualmente, l’Accademia di Arti Figurative e Digitali Padova Comics, con specializzazione in Illustrazione. Nonostante il diploma in Grafica Pubblicitaria, adoro il Disegno a Mano Libera e sto sviluppando un forte legame verso delle tecniche che ho conosciuto e sperimentato da poco: l’Acrilico e l’Acquerello. Ho scelto di entrare a far parte di FineArtsMag perché credo in questo progetto e penso che possa essere uno spazio importante per aiutare ad accrescere l'interesse verso lo splendido mondo dell'Arte, conosciuto sì, ma non ancora abbastanza!