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Claire. Tra inquietudine e solitudine

Locandina

Only for the braves: vi riporto in questo articolo una mostra che si tiene a Treviso dal 12 giugno al 8 agosto, la quale mi ha incuriosita molto; questa serie di opere e di fotografie (dal leggero aspetto inquietante) di grande valore morale e storico è una fonte di ispirazione ed interesse per le menti più pazze e curiose, per gli amanti degli aspetti psicologici e scientifici della mente umana, e per chi, come me, è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e particolare che faccia riflettere e scaturire nuove sensazioni: Clair.

La mostra personale di uno dei piu’ interessanti autori emergenti del panorama nazionale, Christian Fogarolli. I lavori inediti che compongono la mostra, curata da Carlo Sala, rappresentano una nuova ricerca sulla base del progetto Lost identities avviato nel 2011. La rassegna si compone di una serie di lavori fotografici e installazioni in un percorso di stretto dialogo con lo spazio, partendo dal recupero e dalla selezione di materiale di inizio Novecento, proveniente da alcune ex istituzioni psichiatriche e collezioni private. Fin dall’Ottocento la fotografia e’ stata un mezzo utilizzato per creare catalogazioni in medicina, antropologia, criminologia e psichiatria. L’interesse di Fogarolli parte proprio da questo aspetto e da come alcune discipline si sono servite dell’arte per progredire ed assurgere a scienze. La mostra e’ impostata su un continuo dialogo tra elementi diversi utilizzati dall’artista come discriminante nella ricerca: scienza come scala di misura, inconscio come soggetto e percezione soggettiva come risultato [...], anche se l’elemento scientifico della misurazione  sembra predominare nelle tre installazioni presenti all’interno della mostra. L’inconscio si impone nelle composizioni fotografiche in cui volti senza nome ci raccontano esperienze del sognare e del cadere nel sonno più profondo in cui sembriamo quotidianamente camminare.

La mostra stessa è suddivisa in tre ‘sezioni’, dove le caratteristiche e le problematiche di ogni persona prendono un nome: in Walkers sono rappresentati soggetti affetti da sonnambulismo, in Dreamers persone ad occhi chiusi in uno stato di incoscienza e in Autoscopie sembra che la consapevolezza della propria unità sia messa in dubbio.

Fogarolli_The-Dreamers_2014

The Dreamers

Il percorso continua con Jean & John e Androgino, la percezione come risultato: due lavori che riportano figure difficilmente distinguibili dal punto di vista sessuale e che provocano in chi le guarda un effetto straniante e sospeso; specie il primo lavoro, che rivela un caso studio di un ermafrodita, destabilizza la percezione del pubblico. Questo fattore sembra chiudere idealmente questo continuo dialogo, e ribaltamento di senso, tra oggettività e percezione personale. Il lavoro di Christian Fogarolli si concentra sulla percezione soggettiva dell’immagine in rapporto all’oggetto, il tutto basato su una costante e intensa ricerca archivistica in ambito pubblico e privato. Le opere indagano i legami con l’anormalità e la devianza ammesso che queste “categorie” possano esistere.

Fogarolli_Jean_e-t_John_2014

Jean et John

frenotico

Insomma, il macabro e il grottesco ci sono eccome, ma l’arte non è certo da meno!

Qui sotto sono riportate ulteriori informazioni sulla mostra:

LUOGO: Ca’ dei Ricchi (TV), Vicolo Barberia 25 – Treviso Ricerca Arte

TELEFONO INFO: +39 0422 419990

E-MAIL INFOf4fotografia@fondazionefrancescofabbri.it

SITO UFFICIALEhttp://www.fondazionefrancescofabbri.it

Orari di apertura: da martedì a sabato, 10.00–13.00 e 15.30-19.30. Domenica 15.30-19.30. Ingresso libero

Qui sotto breve biografia dell’artista:

Christian Fogarolli nasce a Trento nel 1983. Consegue nel 2010 il Master Dentro l’immagine: studio, diagnostica e restauro su dipinti antichi, moderni e contemporanei presso l’università di Verona e si laurea l’anno successivo in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Trento. Ha tenuto mostre personali e collettive in Italia e all’estero, nel 2012 è stato selezionato per dOCUMENTA(13) con la presentazione esclusiva del progetto di ricerca Lost identities mostrato nel padiglione The Worldly House e nel 2013 rappresenta la sezione contemporanea ne La Magnifica Ossessione presso il Museo Mart di Rovereto. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private tra le quali La Maison Rouge Antoine de Galbert di Parigi, l’AGI Collection veronese, il fondo d’archivio di dOCUMENTA in Kassel e la Fondazione Benetton. Il suo percorso e lavoro si caratterizzano da un marcato interesse verso l’identità indagata attraverso diverse prospettive e tramite una costante ricerca d’archivio. I lavori analizzano dinamiche sulla percezione dell’immagine e dell’oggetto in rapporto alla soggettività, sondano i legami con l’anormalità e la devianza e pongono interrogativi sul patrimonio di immagini di cui disponiamo e sull’uso cui lo destiniamo.

Deborah Barbazza
Di: Deborah Barbazza

Nata a Mestre nel settembre 1993, mi sono appassionata da subito al mondo del Disegno e dell’Illustrazione, interessi che ho approfondito frequentando dapprima il Liceo Artistico e, attualmente, l’Accademia di Arti Figurative e Digitali Padova Comics, con specializzazione in Illustrazione. Nonostante il diploma in Grafica Pubblicitaria, adoro il Disegno a Mano Libera e sto sviluppando un forte legame verso delle tecniche che ho conosciuto e sperimentato da poco: l’Acrilico e l’Acquerello. Ho scelto di entrare a far parte di FineArtsMag perché credo in questo progetto e penso che possa essere uno spazio importante per aiutare ad accrescere l'interesse verso lo splendido mondo dell'Arte, conosciuto sì, ma non ancora abbastanza!