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Il Risveglio della Coscienza: la Confraternita dei Preraffaelliti

William Holman Hunt, Risveglio della coscienza, 1853, olio su tela, 74.9 x 55.8 cm, Londra, Tate Gallery

In Copertina: William Holman Hunt, Risveglio della coscienza, 1853, olio su tela, 74.9 x 55.8 cm, Londra, Tate Gallery

Gli artisti della Confraternita dei Preraffaelliti si ponevano come obbiettivo quello di rendere i temi dell’attualità senza ricorrere agli artefici tipici del Rinascimento manierista. Si doveva dipingere seguendo l’equilibrio dell’arte dei primitivi, ovvero coloro che avevano creato arte fino all’arrivo di Raffaello. William Holman Hunt era nato nel 1827 a Londra e insieme a Dante Gabriele Rossetti e John Everett Millais fonda la Confraternita nel 1848. Il Risveglio della coscienza (1853) è proprio uno di quei quadri che vuole narrare di un tema contemporaneo: quello delle donne che si lasciavano andare ai turbamenti d’amore senza contrarre il sacro vincolo del matrimonio.

Il quadro è preciso in ogni dettaglio, prendendo spunto dalla tradizione fiamminga del primo rinascimento. La donna protagonista sembra colta da una rivelazione, un’epifania. Tutti i dettagli ci parlano di una ‘’donna perduta’’. La veste da notte e i capelli sciolti non erano decorosi per una fanciulla neppure in soggiorno e lei è addirittura seduta sulle ginocchia di un uomo, azione proibita in pubblico anche ai coniugi. Le sue mani sono piene di anelli, tranne all’anulare dimostrando di essere nubile. Lui le stava suonando qualcosa al piano. Forse sono state proprio le parole della canzone a farla risvegliare?

Esistono interpretazioni che la vedono rappresentare una prostituta, ma in realtà potrebbe benissimo essere una semplice donna nubile che ha intrapreso una relazione con quest’uomo, che potrebbe anche essere sposato. Sopra il pianoforte è incorniciato l’episodio biblico dell’adultera. In parallelo alle due figure umane, sotto il tavolo un gatto ghermisce un uccellino, che cerca la via di fuga come la donna. Tutti questi particolari sono gli stessi che la protagonista vede e percepisce come simboli della sua morale da cambiare. Tutto ciò che dipingeva Hunt era simbolo di un’essenza.

William Holman Hunt, Autoritratto ​

William Holman Hunt, Autoritratto ​

Dallo specchio in fondo alla stanza si vede che la fanciulla è colpita dalla luce che arriva dalla finestra che le è di fronte, come se quella luce fosse illuminazione divina per il suo percorso di redenzione. Dall’altra parte della finestra possiamo immaginare di trovare un altro quadro di Hunt, Luce del Mondo. La Luce è Gesù Cristo, che arriva bussando a una porta illuminando il buio tetro con la sua lanterna.  Si riferisce al passo «Ecco, sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce, e apre la porta, io verrò da lui, e cenerò con lui ed egli con me.» (Apocalisse 3:20)

William Holman Hunt, Luce del Mondo, 1853-54, olio su tela, 125 x 60 cm, Keble College, Oxford

William Holman Hunt, Luce del Mondo, 1853-54, olio su tela, 125 x 60 cm, Keble College, Oxford

Le parole della canzone che tanto hanno toccato il sentimento della ragazza fanno riferimento una composizione di Alfred Tennyson (1809 – 1892) dal titolo Tears, Idle Tears, dove le lacrime riportano ai passati perduti e alle occasioni perse.

Lacrime, vane lacrime ed arcane
Dal sen d’una divina disperanza,
Sorgano in cuor, s’accolgono negli occhi.
Vedendo i lieti campi dell’Autunno,
Pensando ai giorni che non sono più.

Gai come il primo raggio su una vela
Che ci riporti i cari d’oltremare,
Tristi come l’estremo su una vela
Che affondi insieme con tutto quel che amiamo:
Si tristi e gai quei dì che non son più.

Ah, tristi e strani come in alba oscura
Voci d’uccelli per morenti orecchi,
Mentre ad occhi morenti la finestra
Via via diventa un pallido quadrato;
Si tristi e strani i dì che non son più.

Cari siccome i baci ricordati
Dopo la morte, e dolci come i baci
Sognati invan, profondi come amore,
Il primo amore, e folli di rimpianto:
O Morte in Vita, i dì che non son più.

Traduzione di Mario Praz. Lingua originale: http://en.wikipedia.org/wiki/Tears,_Idle_Tears

Edi Guerzoni
Di: Edi Guerzoni

Sono nata nel 1993 a San Carlo Canavese, in provincia di Torino. Studio Beni Culturali Storico - Artistici all’ Università degli Studi di Torino. La passione per l’arte è qualcosa che può trasportare un carico enorme di conoscenza e senso critico, e la cosa migliore per combattere la mancanza di applicazione a questo studio nelle nostre scuole è farsi sentire. Il web è la piattaforma migliore per non scoraggiarsi e portare avanti un certo tipo di informazione. Come disse Salvatore Settis: "La storia dell’arte aiuta a vivere"