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La Ceramica è Donna! Lady Ceramica @ Argillà – Faenza

mirta morigi

In Copertina: Mirta Morigi

Ogni due anni si tiene a Faenza, in provincia di Ravenna, la manifestazione Argillà, interamente dedicata alla ceramica in tutte le sue forme; un po’ mostra d’arte, un po’ mercato, è possibile ammirare e comprare non solo complementi d’arredo per la casa, ma anche vere e proprie opere d’arte, realizzate con materiali e tecniche tradizionali, o al contrario con i procedimenti più audaci e innovativi. Per tre giorni le strade e le piazze del centro storico sono state invase da oltre 150 espositori, provenienti da tutta Europa, ma non solo (sempre forte la presenza giapponese), mentre eleganti palazzi neoclassici hanno ospitato esposizioni ad hoc.

Tra gli eventi più interessanti c’è stata Lady Ceramica, mostra collettiva di 22 ceramiste italiane, molto diverse tra loro per età e stile, che ha avuto come cornice ideale la Loggetta dei Trentanove, edificio neoclassico quasi sconosciuto, distrutto in parte dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e riportato alla vita dopo decenni di abbandono. Nelle sale interne e nella suggestiva rotonda esterna si susseguono le ricerche artistiche di donne dalle personalità sfaccettate e agli antipodi, che si muovono tra pezzi unici e produzione seriale ma di grande originalità; si parte dai quadri tridimensionali di Antonietta Mazzotti, caratterizzati da linee sinuose e curve, dove dominano l’oro e il blu Klein, o all’opposto in cui il candore del total white rende eterea persino la solida ceramica. Leggero e inconsistente è anche l’effetto ottenuto da Fiorenza Pancino, che ha creato dei grovigli di argilla colorata, alla stregua di gomitoli di lana.

Antonietta Mazzotti

Antonietta Mazzotti

 

Fiorenza Pancino

Fiorenza Pancino

Più giocose e “animaliste” sono invece le faentine Mirta Morigi ed Elisabetta Bovina; la prima presenta il suo bestiario vivace fatto di camaleonti, serpenti e lucertole, che riprendono soggetti classici della ceramica antica, ma in colori accesi e saturi, come il verde e il rosso. Elisabetta Bovina si dedica sempre a figure naturalistiche, ma in maniera più fanciullesca e fantastica, con grandi bruchi di argilla bianca e nera, e servizi da tavola a forma di rosa. Più legata alle sperimentazioni è invece Cristina d’Alberto, che propone un cuscino in pvc imbottito di roselline di porcellana bianca, le stesse che ricorrono in molti suoi lavori, romantiche e delicate. Tra le veterane della ceramica c’è poi Muky (Wanda Berasi Matteucci), vera icona della ceramica italiana, classe 1926, capace ancora di osare e stravolgere le consuetudini dell’argilla con le sue sculture dal sapore africano e astratto.

Elisabetta Bovina

Elisabetta Bovina

Cristina d'Alberto

Cristina d’Alberto

Parallelamente alla mostra principale, si è svolto anche Lady C Off, una personale dedicata a un artista emergente; quest’anno è stata la volta della vicentina Roberta Mitrovich, arrivata alla ceramica quasi per caso dopo essersi dedicata alla grafica. I piatti che ha proposto nella splendida cornice di Palazzo Conti-Sinibaldi, perdono la loro mera funzionalità per trasformarsi in piccole e quotidiane opere d’arte, semplici e pratiche come un oggetto d’uso, poetiche e uniche come un quadro. Ogni pezzo è unico e ironico, con due facce come un disco e un titolo, con frasi, foglie, frecce, rami, ma anche cerchi, linee e punti, geometrici e figurativi allo stesso tempo.

roberta mitrovich

Roberta Mitrovich

 

Roberta Mitrovich

Roberta Mitrovich

Il prossimo appuntamento a Faenza è nel 2016, ma se proprio non riuscite ad aspettare c’è anche la versione francese di Argillà, che si tiene tutti gli anni dispari a Aubagne, a pochi chilometri da Marsiglia.

Argillà Italia – Faenza (Ravenna), 5, 6 e 7 settembre 2014.

Milena Mengozzi
Di: Milena Mengozzi

Mi sono laureata in Storia dell’arte a Bologna con una tesi sul kimono giapponese e la sua influenza nell’arte e nella moda occidentali. Mi interessa l’arte di ogni periodo e genere, ma anche la moda e la musica sono due mie grandi passioni, per questo motivo, appena mi è possibile, cerco di combinarle tra loro.