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Mohammed Qoreqe, il bambino che racconta la guerra con l’Arte

Mohammed Qoreqe

Mohammed Qoreqe

“Io, bambino e pittore, dipingo una città di zombie e macerie”.

Questa è la fredda e toccante frase di Mohammed Qoreqe (ripresa dall’articolo di Maurizio Molinari per ‘La Stampa’), bambino palestinese di 13 anni con l’amore e il talento per la pittura.

Ma nella striscia di Gaza, Mohammed è solo un sopravvissuto. Un sopravvissuto ai raid che in poche ore hanno raso al suolo il campo profughi di Sajayia, dove egli viveva con la sua famiglia da quando la sua casa sull’Al-Mansura Street era stata parzialmente distrutta dalle bombe utilizzate nei violenti combattimenti fra Hamas e israeliani.

In seguito ad un conflitto nel 2008 il giovane ha avuto il primo approccio con il mondo dell’arte -testimoniando gli avvenimenti tramite schizzi, semplici disegni-, incentivato poi dal fratello maggiore, il quale ha addirittura provveduto ai materiali per la realizzazione delle opere-.

Il suo primo quadro è stato una donna palestinese che alza una mano al cielo«Piacque molto a Gaza e da quel momento mi hanno spesso chiesto di adornare muri di luoghi pubblici, soprattutto se dedicati ai bambini».

I suoi soggetti però nascondono qualcosa di macabro e di inquietante, come lui stesso afferma: «Mi accorgo che tendo a dipingere personaggi senza gioia e addirittura senza vita, è come se gli zombie uscissero in continuazione dalle mie creazioni, indipendentemente dalla mia volontà…».

In fondo l’arte è un modo per trasmettere agli altri i nostri sentimenti, le nostre continue emozioni, le ansie, le paure, i segreti più nascosti, e Mohammed è cresciuto così, tra l’odore degli spari e il sapore delle macerie, fattori che lo hanno costretto a crescere prematuramente, troppo in fretta per un individuo della sua età.

Sull’esito del conflitto in atto, infatti, aggiunge questa gelida frase: «Credo che durerà a lungo, è qualcosa di completamente diverso dalle altre guerre, tutti si sentono in pericolo».

La guerra stessa gli ha segnato profondamente l’animo e cambiato radicalmente la vita, ma la conseguenza positiva -se così si può dire- è che in compenso lo ha portato a tenere mostre in Europa, Libano e Tunisia.

Ma la guerra è sopratutto morte e dolore, ed è questo che Mohammed vuole continuare a dipingere come forma di denuncia e di resistenza:

«Uccidere bambini è un crimine di guerra, voglio dipingere il loro dolore per farlo conoscere al mondo intero» affermano le rassegnate parole del bambino, che prendono forza però quando spiega il vero obbiettivo che vuole esercitare sulla mente delle persone, cioè «Il successo della resistenza nel mettere timore agli israeliani»«al fine di far tornare gli abitanti perché risiedere in un quartiere-fantasma mi mette davvero paura».

Mohammed Qoreqe, attraverso i suoi dipinti e i suoi disegni, non solo narra i fatti accaduti nel suo Paese, un Paese ormai distrutto e abbandonato dagli stessi abitanti, ma mette i luce -cosa più importante- quello che la gente ha subito interiormente: la perdita di qualcosa di concreto che era suo, ma anche la perdita di identità e serenità, concetti che per molte altre persone sono scontati e davvero difficili da immaginare.

Rendiamo grazie quindi a questo giovane palestinese per come ci ha dimostrato che l’arte può essere fonte di tramandata conoscenza e mezzo comunicativo per l’intera popolazione mondiale, al fine di stabilire diritti e doveri che dovrebbero essere uguali per tutti i cittadini.

Deborah Barbazza
Di: Deborah Barbazza

Nata a Mestre nel settembre 1993, mi sono appassionata da subito al mondo del Disegno e dell’Illustrazione, interessi che ho approfondito frequentando dapprima il Liceo Artistico e, attualmente, l’Accademia di Arti Figurative e Digitali Padova Comics, con specializzazione in Illustrazione. Nonostante il diploma in Grafica Pubblicitaria, adoro il Disegno a Mano Libera e sto sviluppando un forte legame verso delle tecniche che ho conosciuto e sperimentato da poco: l’Acrilico e l’Acquerello. Ho scelto di entrare a far parte di FineArtsMag perché credo in questo progetto e penso che possa essere uno spazio importante per aiutare ad accrescere l'interesse verso lo splendido mondo dell'Arte, conosciuto sì, ma non ancora abbastanza!