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Otto Dix: Un Giorno in Pragerstraße

Pragerstraße, olio su tela e collage, 1920

Cento anni fa iniziava la Prima Guerra Mondiale. Per testimoniare l’evento che cambiò le sorti del Novecento, guarderemo oggi a un’opera che parla della Guerra nel momento della sua Conclusione Appena Passata.

Siamo nel 1920, Otto Dix (1891-1969) ha combattuto sia sul Fronte Occidentale che su quello Orientale, la guerra ha spento ogni sua speranza nei confronti della Germania. La sua arte si fonda sulla linea di Van Gogh, sull’Espressionismo Tedesco e sfocia infine nel Movimento Dada. Proprio attorno al ’20 fonda insieme ad altri il Gruppo Dadaista Tedesco. Il quadro in questione sarebbe facilmente rientrato nel gruppo di quelli che venivano aspramente denunciati prima dai critici e poi da Hitler come degenerato. Pragerstraße (nella Foto di Copertina) è un Olio su Tela conservato alla Staatsgalerie di Stuttgart in Germania. Rappresenta una Strada Commerciale di Dresda, proprio come poteva vedersi alla fine della Grande guerra.

Il grave problema affrontato da Dix è quello dei Reduci rimasti Senza Aiuti, orribilmente mutilati e accusati dalle stesse autorità di essere in parte responsabili della sconfitta. Le orrende mutilazioni si ritrovano qui nei Due Personaggi Principali, di diversi strati sociali, entrambi non abbastanza elevati per non combattere al fronte. In secondo piano il vecchio reduce mendica, ma una mano ben vestita che spunta dalla sinistra gli posa in mano un francobollo vero, incollato sulla tela. Dall’angolo in basso a sinistra un Reduce più Agiato mostra, sempre solo con una mano, sia di aver perso un arto sia di essere cieco, con il bastone di riconoscimento e il cane di accompagnamento.

Autoritratto Otto Dix

Otto Dix – Autoritratto, Olio su Tela 1912

L’Uomo con il Cappello investe, con la sua rudimentale sedia a rotelle, uno dei primi volantini antisemiti che giudicavano gli ebrei colpevoli della sorte del conflitto. Sullo sfondo, una Bambina con evidenti malformazioni scarabocchia su un muro. Nella vetrina di protesi costose, una pubblicità di metodi contraccettivi incollata nell’angolo spiega il significato della bambina: erano gli anni delle prime battaglie pro-aborto, perché molti militari tornavano dal fronte con malattie veneree che passavano a mogli e soprattutto ad eventuali figli.

Nell’altra vetrina si vendono trucchi e parrucche: è lì che probabilmente è appena stata la Signora dal Vestito Rosa che scompare sulla destra del quadro. Lei, insieme al Dispensatore di Francobollo, sono il simbolo di quello Stato che aveva abbandonato i suoi reduci e distrutto un’intera generazione di giovani uomini.

Edi Guerzoni
Di: Edi Guerzoni

Sono nata nel 1993 a San Carlo Canavese, in provincia di Torino. Studio Beni Culturali Storico - Artistici all’ Università degli Studi di Torino. La passione per l’arte è qualcosa che può trasportare un carico enorme di conoscenza e senso critico, e la cosa migliore per combattere la mancanza di applicazione a questo studio nelle nostre scuole è farsi sentire. Il web è la piattaforma migliore per non scoraggiarsi e portare avanti un certo tipo di informazione. Come disse Salvatore Settis: "La storia dell’arte aiuta a vivere"