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Street Photography: Cartier-Bresson e i suoi Consigli

Umbrella Henri Cartier-Bresson

La Fotografia di Strada (o Street Photography) ha innegabilmente consolidato il rapporto tra Arte e Fotografia e un ruolo chiave lo ha giocato il genio di Henri Cartier-Bresson! FAM, nella veste di FineArtsMag, ha deciso di inserire tra i suoi argomenti “Visual” il Mondo della Fotografia in quanto FAM, nella veste di FineArtsMart, ha avuto il piacere di avere contatti sempre più frequenti con professionisti del settore che si servivano del sito per reperire prodotti collaterali come Medium per il Trasferimento delle Immagini o Cavalletti di supporto alle loro opere finali. Grazie a questi contatti ci si è resi conto di come la Fotografia possa essere davvero considerata come appartenente alla Sfera delle Belle Arti, con una dignità teorica e pratica che nulla ha da invidiare alla Pittura, alla Scultura, al Teatro e tutte le altre Fine Arts. Oggi dedichiamo questo post alla Street Photography e al suo “padrino” Cartier-Bresson proprio come omaggio a tutto questo.

Henri Cartier-Bresson con la sua Leica – Jane Bown 1957

FOTOGRAFIA DI STRADA? La Street Photography è un tipo di fotografia che immortala Soggetti colti in Pose Spontanee in luoghi pubblici come strade, parchi, spiagge, centri urbani, manifestazioni e in altre situazioni simili. La Fotografia di Strada usa le tecniche proprie della fotografia realistica e diretta (chiamata Straight Photography dagli amanti dei termini inglesi) per offrire visioni pure dei soggetti scelti (non per forza esseri umani) come fosse uno specchio autentico della società che ritrae. Molto spesso la Street Photography ha una doppia identità: tende ad essere ironica e a prendere le distanze dalle questioni riguardanti il protagonista dello scatto limitandosi a ritrarlo durante un suo singolo momento di vita decisivo “colto sul fatto” oppure, al contrario, assume un atteggiamento estremamente personale facendosi portavoce dei problemi e dei sentimenti del soggetto della foto regalando allo spettatore dello scatto un’esperienza viscerale e di contatto con la vita e le sensazioni riguardanti il protagonista della fotografia.

Il termine “Fotografia di Strada” fa già pensare di per sé a qualcosa legato indissolubilmente alle metropoli e alle periferie americane, se poi si utilizza la dicitura inglese “Street Photography” viene normale pensare agli Stati Uniti e alla loro Street Culture. Tuttavia la Fotografia di Strada vanta una lunga tradizione anche qui in Europa, basti pensare che uno dei nomi più famosi del reportage e della fotografia realistica prestata alla strada è quello del già citato Henri Cartier-Bresson, fotografo francese considerato il padre del Fotogiornalismo moderno e del Life Reportage nonché della Street Photography. Henri-Bresson, tra l’altro, fu un grandissimo amante e studioso delle Belle Arti sostenendo che la Pittura potesse aiutare nel vedere con occhi privi di barriere mentali la realtà che ci circonda rappresentandola meglio tramite la macchina fotografica.

ATTENZIONE! Spesso capita di confondere la Fotografia di Strada con il Documentario Fotografico ma, nonostante le similitudini, esiste una differenza tra i due generi; è vero che la Fotografia intesa come Documentario propone la realtà in presa diretta così come la Fotografia di Strada, però la prima si prefigge come obbiettivo quello di raccontare una storia documentandola e rendendola comprensibile, mentre la seconda quello di cogliere “semplicemente” la storia sul fatto, catturandone l’essenza con la massima spontaneità possibile senza canoni o preparazione.

HENRI CARTIER-BRESSON VI AVREBBE INSEGNATO CHE… Cartier-Bresson, un pittore prestato o meglio “regalato” alla fotografia, avrebbe di sicuro consigliato come prima cosa di lasciarsi andare, di non ricercare la vita ma di viverla perché solo così, prima o poi, sarebbe arrivata l’immagine perfetta da scattare in piena spontaneità. Tra gli altri consigli che Henri avrebbe dato a un aspirante fotografo di sicuro ci sarebbero i seguenti:

- CONCENTRARSI SULLA GEOMETRIA DELL’IMMAGINE E MAI TAGLIARLA: mai tagliare l’immagine ma guardarla con occhio distaccato nel suo insieme composto da geometrie, nel suo equilibrio di composizione in verticale e in orizzontale laddove compaiono linee curve, diagonali, triangoli, cerchi, quadrati, luci e ombre.

Cartier-Bresson

- ARMARSI DI PAZIENZA: il famoso “momento ideale” tanto decantato da Cartier-Bresson arriva di sicuro ma non è detto che sia così immediato; è necessario perciò osservare continuamente la realtà tenendo sempre d’occhio il suo equilibrio nelle forme per scattare nel “momento decisivo”, quanto tutto è perfettamente allineato ma in maniera spontanea, creata da sé.

- ESSERE DISCRETI: per cogliere la realtà nella sua vera essenza è necessario non essere fotografi invadenti; per questo motivo scattate pure quanto volete, entrate in contatto con i soggetti ma mantenete pur sempre un profilo il più basso possibile quasi a “spiare” la realtà per non modificarla troppo e mantenerle tutta la sua naturalezza originale.

- AFFEZIONARSI A UNA FOTOCAMERA E RENDERLA L’ESTENSIONE DEL PROPRIO OCCHIO: dovete sapere che al di fuori delle commissioni per magazine e giornali, Cartier-Bresson utilizzava sempre e solo la sua macchina preferita con un unico obiettivo 50 mm. Non servono mille lenti diverse nè tantomeno una serie infinita di apparecchiature, prendete confidenza con la vostra preferita, con quella con cui vi sentite più a vostro agio per avere un risultato molto personale e che sappiate riconoscere e immaginare da subito, ancora prima della fase di sviluppo.

Alicante by Henri Cartier-Bresson - Cogliere l'Attimo

Alicante by Henri Cartier-Bresson – Cogliere l’Attimo

- PENSARE ALLA FOTOGRAFIA CON OCCHI DA PITTORE: come già ripetuto più volte la fotografia per Henri fu l’ultimo mezzo d’espressione con cui dipingere la realtà. Egli abbandonò la carriera di pittore per concentrarsi su questa pratica ma quello che mantenne sempre fisso nella sua mente fu il bisogno di pensare alla foto come a un modo per disegnare la realtà, semplicemente con una matita diversa.

- VIAGGIARE MOLTISSIMO: Cartier-Bresson fu un instancabile viaggiatore e lo spostamento, l’apertura verso mondi differenti, culture nuove, ambienti insoliti è di sicuro l’allenamento migliore per l’occhio del fotografo di strada, il quale deve imparare a entrare in contatto con soggetti diversi affinando la proprie capacità di catturare l’attimo in ambiti e condizioni diverse.

A questi preziosi consigli ricavati dal pensiero di Henri Cartier-Bresson, noi di FAM aggiungiamo quello di:

- utilizzare un grandangolo per entrare meglio nell’azione del soggetto;

- non preoccuparsi troppo della luce ma di concentrarsi piuttosto sulla composizione della scena; si tratta di una fotografia presa dalla strada per cui la luce che dovrà avere è esattamente quella “donata” dall’ambiente naturale in cui si opera;

- non post-produrre troppo, rischiando di perdere così l’essenza reale di ciò che si è riusciti a catturare;

- essere il più disinvolti possibili senza “travestirsi” da fotografi; meno ci si fa notare meno si intimoriranno i soggetti ripresi dall’obiettivo aumentando così la possibilità di ritrarre in piena spontaneità le scene di strada che caratterizzano lo stile della Street Photography, stile in cui nulla deve risultare forzato.

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Di: Redazione