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Tabula rasa: dove la mitologia antica si incontra con l’arte contemporanea

Tabula_rasa

Ragazzi e ragazze, amanti dell’arte (e non solo), siete ancora in tempo per ammirare la Mostra collettiva d’arte contemporanea a cura dell’Ass. Capovilla, che si tiene a Padova, fino al 24 Agosto.

Tabula rasa, titolo della collettiva 2014 dell’Associazione Capovilla, è ispirato all’omonimo film dell’artista Paolo Capovilla, in cui l’eroe greco Filottete, malgrado sia colpito da un destino avverso, non rinuncia ad aiutare i suoi simili, dimostrando quella solidarietà che in tempi angusti e di crisi sembra destinata a scomparire.

Da tale sentimento, omaggiando l’artista di cui l’associazione porta il nome, gli autori delle opere esposte si cimentano con questo tema: in un contesto apparentemente privo di sentimenti ed emozioni positivi – tabula rasa -, l’arte ripesca quell’alito di vita, in vista di un lieto fine.

Filottete era un famoso arciere che possedeva l’arco e le frecce di Eracle da lui stesso donategli, e che a causa del violamento di un giuramento, fu morso al piede da un serpente velenoso. Fu così che Ulisse lo abbandonò per dieci anni nell’isola di Lemno, ma Filottete riuscì a sopravvivere di caccia grazie alle frecce di Eracle. Nonostante ciò, l’arciere accettò di aiutare Ulisse nella Guerra di Troia, il quale lo riportò nella terraferma. Il suo altruismo fu ricompensato con la guarigione, e a seguito di ciò combatté la Guerra, vincendola (alcune fonti affermano che sia stato lui ad uccidere Paride). Alla fine della guerra l’eroe tornò in patria o, secondo leggende posteriori, scacciato dalla patria, in seguito ad un’insurrezione, venne in Italia, nel Bruzzio (regione di Crotone), dove vi fondò Krimisa, Petelia, Macalla e Chone. Prima di morire consacrò il suo arco e le sue frecce ad Apollo, facendo costruire un tempio a Cirò Marina, l’antica Krimisa. 

Filottete

Filottete sull’isola di Lemno, opera di Jean-Germain Drouais, olio su tela, 1788, Chartres, Musée des Beaux-Arts.

Radicata nel territorio dal 2006, l’associazione ha raccolto il lavoro di molti artisti, pittori, scultori, fotografi, dando un contributo culturale che si rispecchia nella capacità di fare dell’arte contemporanea un’attività di pensiero critica e pronta alla riflessione. L’idea di fondare un’associazione intitolata a Paolo Capovilla, nasce appunto nel 2006, per voce di alcuni artisti padovani, tra cui Claudio Pizzo, Flavio Zerbetto, Paolo Perego e Roberto Callegari, grande estimatore d’arte contemporanea.

Nello stesso anno della nascita, viene inaugurata la prima collettiva presso la Sala Polivalente Porto Astra di Via Santa Maria Assunta. È un momento di prova e di celebrazione del ricordo di Paolo Capovilla, durante il quale viene anche proiettato un video con la storia della sua vita.
Nel 2007 il secondo grande appuntamento, Cibarti (Ex Macello), comincia a consolidare lo spirito dell’associazione che, in forte espansione numerica, si distingue anche per i temi proposti, accompagnati da eventi collaterali significativi.
Nel 2008 è il momento di Riciclarti (Bastione Alicorno), collettiva sulla questione del riciclo e del riuso dei materiali, ma anche degli esseri umani coinvolti nel cambio sempre più rapido della storia. Nello stesso anno, gli artisti si impegnano anche in Diversamente, una mostra dedicata alla questione del disagio mentale, concordando anche dei laboratori con i pazienti del Centro di salute Mentale di Via dei Colli.
Il 2009, l’associazione affianca l’anno galileiano e si mostra alla città con Astrarti, scegliendo ancora l’ex Macello di via Cornaro come sede e importando nuovi momenti come l’installazione Where is your He-Art? Di Barbara Codogno e Marcello Mauro. Non sono da dimenticare le presenze natalizie nel centro storico, come le esposizioni di Via Dante (2007), Loggia della Gran Guardia (2008), la partecipazione alla mostra dedicata all’America Latina del novembre 2009.
Nel 2010 è la volta di Individuarti; nel 2011 gli artisti si organizzano per Pragmatica, collettiva ancor più interessante perché vengono coinvolte delle giovani curatrici che si prendono l’onere di accompagnare le loro opere.
Nel 2012, la mostra Il viaggio.

Gianpaolo Capovilla, detto Paolo, è stato un pittore, recinta e attore italiano.

Il suo film Tabula rasa (1968), interpretato da Sibilla Sedat e Sandro Bernardoni oltre che da lui stesso, viene proiettato in diverse città italiane (Roma, Venezia, Pesaro Padova) e francesi (Parigi, Nantes), in Svizzera, a Bellinzona ed in Belgio, a Bruxelles e Lovanio. Viene anche presentato alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema a Pisaro.

Nasce a Padova il 20 Settembre 1945 e muore nella medesima città l’11 Ottobre 1997, a causa di un incidente stradale.

Informazioni sulla mostra

ingresso libero
orario dal lunedì al venerdì ore 17-20, sabato e domenica ore 10.30-12 e 17-20;
chiuso dal 14 al 21 agosto 2014

Servizio Mostre – Settore Attività Culturali
Tel. 049 8204529
donolatol@comune.padova.it
http://associazionecapovilla.wordpress.com
associazionecapovilla@hotmail.it

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Deborah Barbazza
Di: Deborah Barbazza

Nata a Mestre nel settembre 1993, mi sono appassionata da subito al mondo del Disegno e dell’Illustrazione, interessi che ho approfondito frequentando dapprima il Liceo Artistico e, attualmente, l’Accademia di Arti Figurative e Digitali Padova Comics, con specializzazione in Illustrazione. Nonostante il diploma in Grafica Pubblicitaria, adoro il Disegno a Mano Libera e sto sviluppando un forte legame verso delle tecniche che ho conosciuto e sperimentato da poco: l’Acrilico e l’Acquerello. Ho scelto di entrare a far parte di FineArtsMag perché credo in questo progetto e penso che possa essere uno spazio importante per aiutare ad accrescere l'interesse verso lo splendido mondo dell'Arte, conosciuto sì, ma non ancora abbastanza!