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Un bestario in città: Davide Rivalta a Ravenna

cow parade a Marsiglia_2007

Da qualche anno ormai molte città europee sono state prese d’assalto da sculture animali di ogni forma, razza, dimensione, colore, materiale. Tutto è iniziato nel lontano 1999 con la Cow Parade (Foto di Copertina), una giocosa e vivace sfilata di mucche dalle tinte più brillanti, decorate con pois o righe, da sole o in curiose installazioni, che animavano le vie urbane di città sempre diverse, da Stoccolma a Parigi, da Milano a Marsiglia. Da allora gli artisti si sbizzarriscono con le creazioni più curiose e stranianti che hanno per soggetto degli animali, veri o immaginari, di dimensioni reali o modificate.

Da un paio d’anni anche la città di Ravenna si è ritrovata invasa da sculture di animali nei luoghi più impensabili e inaspettati. In principio sono stati due gorilla davanti al Tribunale, due giganteschi scimmioni nero fumo che ben si sposano con il concetto di forza e potenza espresso dal Palazzo di Giustizia. Nel 2012 poi ha avuto luogo l’esposizione “Terre Promesse”, un bestiario in piena regola sparso in varie zone della città, alcune delle quali molto significative e ad alta vocazione turistica. E così sono comparsi tre lupi all’interno delle sale del Museo Nazionale, due cavalli e un asino nei chiostri della Basilica di San Vitale (Patrimonio Unesco) e ben cinque bufale nel prato antistante la millenaria chiesa di Sant’Apollinare in Classe (altro Patrimonio mondiale dell’Umanità). Un modo per conciliare antichità e contemporaneità, sulla scia di tante altre città europee, che hanno scoperto già da tempo quanto il contemporaneo possa sposarsi e armonizzarsi con i monumenti storici, creando qualcosa di sorprendente.

lupi_museo nazionale_2011_alluminio

cavalli_chiostri san vitale_2012

 

asino_chiostri san vitale_2012

Tutte queste opere si devono alla mano e all’inventiva di Davide Rivalta, artista bolognese classe 1974, che si diverte a collocare in tutta Italia i suoi animali, fatti per lo più di fibra di vetro, ma anche di alluminio e di bronzo. Invasioni pacifiche di questo tipo si erano viste a Bologna, Modena, Rovereto, ma anche a Bangkok e in Giappone, a sottolineare il carattere di internazionalità e universalità che hanno certi soggetti, nonché la fama raggiunta dallo scultore emiliano. Le sue non sono però statue allegre e fantasiose in stile Cow Parade, ma al contrario sono riproduzioni molto naturalistiche, con toni neutri e forme piuttosto concrete, che danno una prima impressione di realtà a una visione da lontano, per poi scoprire l’artificio solo una volta avvicinati. I materiali utilizzati sono tutti lavorati con un effetto creta o argilla, che aumentano l’iperrealismo e la sensazione straniante dello spettatore, talvolta ignaro, che si trova a fronteggiare gli animali in maniera improvvisa e inaspettata. È così nella sala del Museo Nazionale, dove i lupi sono quasi dei guardiani ai dipinti antichi che li circondano, o nel protiro di San Vitale, in cui si muove nell’ombra un asino candido e docile, inconsapevole di essere all’interno di un monastero paleocristiano, oppure ancora nel giardino di Sant’Apollinare in Classe, dove cinque bufale pascolano tranquille, disturbate solo dai bambini e dai turisti.

palais longchamp_marsiglia_2013

giardino zoologico longchamp_marsiglia_2013

Un bestiario urbano, di ben altra natura, è quello che si è visto per le strade di Marsiglia nel corso del 2013, l’anno di Capitale europea della cultura, quando la città di mare, in passato più conosciuta per la malavita e la criminalità che le bellezze artistiche e naturali, si è gremita di installazioni d’arte contemporanea, nuovi musei, spazi per la socialità. Tra le centinaia di iniziative e mostre che si sono susseguite per tutto l’anno passato, ha trovato posto anche una curiosa esposizione, chiamata Funny Zoo, dove divertenti animali dai colori pop e fluo hanno animato l’antico zoo, ospitato nel parco del neoclassico ed elegantissimo Palais Longchamp, nonché il Porto Vecchio. Tra delfini e bisonti rosa, cinghiali gialli, scimmie viola e volatili verde acido, Marsiglia si è scoperta giocosa e vivace come non mai, dando nuova linfa a luoghi dimenticati (lo zoo versava in stato di abbandono da decenni) o facendo cambiare faccia a zone storiche e conosciute (il porto con la sua immagine da cartolina).

Un parallelismo di buon auspicio per Ravenna, in corsa per diventare a sua volta Capitale europea della cultura nel 2019.

Milena Mengozzi
Di: Milena Mengozzi

Mi sono laureata in Storia dell’arte a Bologna con una tesi sul kimono giapponese e la sua influenza nell’arte e nella moda occidentali. Mi interessa l’arte di ogni periodo e genere, ma anche la moda e la musica sono due mie grandi passioni, per questo motivo, appena mi è possibile, cerco di combinarle tra loro.