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Yves Saint Laurent e l’Amore Folle per l’Arte

Yves Saint Laurent

Che si ritragga un paesaggio o una natura morta, si finisce sempre per fare un autoritratto” – Jean Cocteau

Yves Saint Laurent ha legato in maniera indissolubile il suo nome alla Storia della Moda e del Costume, rivoluzionando il modo di vestire delle donne della seconda metà del Novecento. Le sue creazioni e il suo stile di vita hanno creato scandalo nella società degli anni sessanta e settanta, eppure ci è voluto molto tempo prima che la sua potesse essere considerata un’Arte Vera e Propria. Gli abiti non sono quadri o sculture, ma possiedono delle qualità intrinseche che li rendono Beni Artistici a Tutti gli Effetti: l’idea, la concezione, la personale visione della realtà (o dell’irrealtà), la fase di progettazione e gestazione, a volte lunghissima, a volte istantanea, le nevrosi, le insicurezze e le doti tecniche che accompagnano ogni artefice, la portata di novità e rivoluzione. Non sono forse queste le basi di ogni opera d’arte? Ma Yves Saint Laurent ha saputo andare oltre.

Da sempre grandissimo appassionato di arte, alcune delle opere dei suoi artisti preferiti sono confluite nelle sue creazioni tessili, come semplici omaggi o più spesso come interpretazioni personali. Negli Anni Sessanta e negli Anni Ottanta ha infatti realizzato Intere Collezioni basate sulla sua Personale Visione dell’Arte, a partire dalla serie Mondrian (1965), dove gli abiti diventano delle tele tridimensionali, materiche come mai prima d’ora, in movimento nonostante la loro geometria in apparenza statica. Appena due anni dopo è invece la più rude, travolgente e selvaggia arte africana a entrare nei suoi vestiti, così diversa e in apparenza quanto di più lontano dal rigore del neoplasticismo. Nello stesso periodo però Saint Laurent si avvicina anche alla Pop Art; diventa amico di Andy Warhol, che lo ritrae in diversi dipinti, e si lascia sedurre dalle silhouette bidimensionali di Wesselmann, trasformandole in figure piene, corpose, seducenti come non mai. Negli anni ottanta sono il cubismo di Picasso e Braque, i colori di Van Gogh e Matisse a dominare le sue creazioni, con dettagli singoli, come gli uccelli di Braque e le figurine ritagliate di Matisse, oppure con vere esplosioni di colore, come sulle giacche riempite di iris e girasoli.

Yves Saint Laurent

La prima mostra a lui dedicata ha avuto luogo nel 1983 al MoMA di New York, uno dei templi dell’arte contemporanea mondiale, e ha sancito così il suo rango di artista a tutti gli effetti. Del resto non poteva essere altrimenti per una persona follemente innamorata dell’arte di ogni epoca e stile, che ha collezionato per tutta la vita opere d’arte insieme al compagno e socio Pierre Bergé, guidato solo dal suo amore incondizionato per l’arte. Tele di Picasso, Léger, Géricault, Goya dialogano con sculture di Duchamp e Brancusi, Buddha e busti classici, mobili art déco e porcellane, tutti custoditi nella loro casa-scrigno. Almeno fino al 2009 quando, qualche mese dopo la morte dello stilista, la quasi totalità dell’immensa collezione (oltre 700 pezzi) è stata venduta all’asta da Christie’s, in quella che è stata definita l’asta del secolo, organizzata in grande stile al Grand Palais di Parigi. Ma l’impegno nei confronti dell’arte di questa couple d’or della moda e dell’arte francese è destinato a durare nel tempo, grazie alle attività della Fondazione Pierre Bergé – Yves Saint Laurent, sorta nello storico atelier parigino di Avenue Marceau, che organizza periodicamente esposizioni temporanee e approfondimenti di arte antica e contemporanea.

Milena Mengozzi
Di: Milena Mengozzi

Mi sono laureata in Storia dell’arte a Bologna con una tesi sul kimono giapponese e la sua influenza nell’arte e nella moda occidentali. Mi interessa l’arte di ogni periodo e genere, ma anche la moda e la musica sono due mie grandi passioni, per questo motivo, appena mi è possibile, cerco di combinarle tra loro.